Il candidato. A Pisa il Pd indica Serfogli ma LeU frena e attacca

PISA - Venerdì sera il Partito Democratico aveva sciolto le riserve indicando Andrea Serfogli come possibile, proprio candidato a sindaco. Un nome da giocarsi poi al tavolo delle trattative con i possibili alleati.

Ma la strada si è fatta subito in salita. Perché nelle ultime ora Liberi e Uguali, che non aveva mai fatto mistero di preferire una linea di netta discontinuità con l’amministrazione uscente, ha diffuso una nota che frena questa proposta, quasi la boccia.

Leggiamo parole lapidarie: “questa indicazione non si concilia per metodi e contenuti con quanto riteniamo necessario per la costruzione di una coalizione ampia e plurale che sappia attrarre i più larghi consensi e che si presenti alla città come alternativa vincente rispetto alla destra”. Come a dire: non giudichiamo le persone ma questa scelta non ci convince.

Pd Andrea Serfogli

Andrea Serfogli

L’unità ritrovata (per una sera)

Dopo la valanga del voto il Pd dunque aveva provato a serrare le fila. Lo aveva fatto a tutti i livelli: sabato a Firenze la direzione regionale aveva fatto nascere una segreteria collegiale, aperta anche alle minoranze; qualche ora prima, nella città “espugnata” dalla Lega alle elezioni politiche, c’era stata l’indicazione unanime di Serfogli come candidato per Pisa.

Bastava questo ad invertire la rotta? Certamente no, le scorie del dopo-voto hanno lasciato il segno. E non si sono ancora placate le polemiche tra le anime del partito. Ma almeno questo era un segnale. Perché venerdì sera, nella riunione fiume del partito pisano, l’unità era stata ritrovata, ed erano state accantonate (per ora) le altre possibilità, come quelle di Ylenia Zambito e Giuseppe Sardu.

L’assessore “milledeleghe”

In una lunga intervista a Telegranducato, qualche mese fa, l’assessore “milledeleghe” aveva dichiarato la sua ampia disponibilità a candidarsi. E si era meravigliato delle resistenze opposte anche all’interno del suo partito. Tanto che, con il passare dei mesi, aveva accarezzato l’idea addirittura di scendere in campo da solo, con una propria lista.
Forse non ce ne sarà bisogno. Ad ogni modo Serfogli in queste ore è molto prudente, preferisce aspettare le novità.

Lega pigliatutto

L’en plein della Lega alle elezioni politiche ha fatto suonare l’ultimo campanello d’allarme tra i partiti che finora hanno governato la città. Insomma, nulla è più scontato. A favore di Serfogli però giocano almeno due fattori: il tempo (mancano ormai due mesi al voto) e l’esperienza amministrativa (lunga e di rilievo). E c’è anche la constatazione che nessuna forza politica alleata oggi sta meglio. Insomma, l’inerzia gioca a suo favore.

Dall’altra parte anche il centrodestra aspetta: l’ipotesi di Michele Conti non è scontata. Piace alla Lega ma non a Forza Italia. Si ha l’impressione che quello che accade a Roma, nella coalizione, possa influire anche sulla scelta per Pisa. Del resto, proprio in queste ore, è accaduto così anche in Friuli Venezia Giulia. E la scelta allora potrebbe essere presa a Roma, con il bilancino e dopo l’insediamento delle Camere.

 

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