Nei comuni si voterà il 10 giugno

Nei comuni capoluogo di Pisa, Massa e Siena si voterà il 10 giugno.

E così naturalmente accadrà in altri 18 comuni toscani, tra cui Pescia, Pietrasanta, Campi Bisenzio. Ma anche a Capolona, Caprese Michelangelo e Laterina Pergine Valdarno in provincia di Arezzo, Impruneta e Marradi nel fiorentino, Gavorrano, Magliano in Toscana, Monte Argentario e Semproniano a Grosseto. E ancora Capraia Isola e Rio in provincia di Livorno; Montecatini Val di Cecina e Santa Maria a Monte in quella di Pisa.

Infine si va alle urne anche a Ponte Buggianese (Pistoia) e Poggio a Caiano (Prato)

Urna con scheda elettorale

La scheda nell'urna

La decisione definitiva è arrivata in queste ore dal Ministero dell’Interno. L’eventuale ballottaggio, nelle città che hanno più di 15 mila abitanti, si svolgerà domenica 24 giugno.

Si mette così fine alla ridda di ipotesi che circolavano da tempo e forse si dà qualche chance in più ai partiti, in Toscana, per risolvere alcuni nodi difficili.

L’incertezza dopo il 4 marzo

Se il Movimento 5 Stelle proseguirà la sua corsa da solo anche per le amministrative (e forse il problema più serio ce l’ha proprio a Pisa, con i Meetup divisi), grosse incognite riguardano sia il centrodestra che (soprattutto) il centrosinistra, uscito sconfitto dal voto politico del 5 marzo.

Il Partito Democratico vive ancora il difficile contraccolpo anche in Toscana, la regione in cui il risultato è stato migliore. Da alcuni giorni c’è una nuova ‘reggenza’ collegiale al posto del segretario Parrini, ma il confronto sui territori non ha ancora prodotto i risultati auspicati.

Il caso di Pisa

Le difficoltà per il Pd sono soprattutto a Pisa, dove nelle ultime ore ci sono state le dimissioni del segretario Giovanni Viale, che era stato quasi sconfessato da Roma sulla convocazione dell’assemblea comunale. Si era partiti con l’ipotesi Gelli, qualche mese fa, poi era prevalsa la scelta di Serfogli. Infine sono emersi i nomi di Laforenza (Cnr) e nelle ultimissime ore di Benedetta Di Gaddo. Il partito appare ancora indeciso e diviso, gli alleati (soprattutto Fontanelli) chiedono “profonda discontinuità”.

Problemi anche tra Lega e Forza Italia. Il nome di Michele Conti sembra resistere ancora, ma certo il caso di Cascina (dove Susanna Ceccardi ha tolto le deleghe all’assessore Logli di Forza Italia) può incrinare questo asse che sembrava addirittura rafforzato dopo le politiche.

A Pisa neppure i 5 Stelle hanno deciso e i candidati ‘in pectore’ sono due: Gabriele Amore e Giulio Lisanti.

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