Sintermar – Gefco traffico auto da Slovacchia a Livorno

LIVORNO – Grazie anche alla cura del ferro voluta dall’ex ministro Graziano Delrio, ha preso il via un nuovo collegamento che da Trnava (Slovacchia) porterà in Sintermar veicoli finiti del gruppo “Psa” (Peugeot, Opel e Citroen). Il servizio verrà effettuato con frequenza trisettimanale e sbarcherà nel terminal labronico circa 2800 auto al mese.
Su questa relazione di traffico abbiamo rivolto alcune domande a Federico Baudone direttore della Sintermar struttura terminalistica che con la multinazionale Gefco svolge le operazioni di carico-scarico e imbarco delle auto per varie destinazioni italiane ed europee.
Dott. Baudone, le auto via treno, come abbiamo già commentato, sono di nuovo realtà. Dopo oltre 15 anni. Come si è arrivati a questo obiettivo? Quali sono stati gli attori principali di questo successo? E quali i maggiori ostacoli superati?
Questo progetto parte da lontano e precisamente dal Novembre del 2016 quando l’operatore logistico Gefco e la Sintermar hanno ipotizzato di mettere direttamente in contatto la fabbrica di auto di Trnava (Slovacchia) con le banchine del porto di Livorno per successivo inoltro via mare verso il mercato spagnolo, rendendo di fatto più efficiente e sicura la catena logistica di trasferimento. Su tale progetto abbiamo trovato subito positivi riscontri sia dall’Autorità di Sistema portuale sia dai servizi di manovra ferroviari locali (Mercitalia ST) entrambi ben comprendendo gli aspetti logistici in gioco e l’opportunità di incrementare le manovre ferroviarie portuali.
Da qui poi siamo passati alla fase più operativa con riunioni congiunte con tutti gli altri attori coinvolti, RFI e Captrain (vettore ferroviario della tratta), per delineare gli orari e le tempistiche di scarico. Durante tale processo di analisi sono anche emerse problematiche di carattere tecnico, in particolar modo per lo scalo terminale di Portonuovo, ma con il supporto dell’Autorità di Sistema sono state via via superate sino a giungere al sospirato traguardo.
La possiamo annoverare, quindi, tra quei casi di connubio felice tra pubblico e privato?
Decisamente si, l’identità di vedute come l’obiettivo finale è sempre stato presente a tutti e su tali presupposti il risultato non poteva che giungere.
Concretamente, quali sono i vantaggi per l’intera catena logistica, dal produttore all’armatore e fino al cliente finale?
Sostanzialmente si riducono i tempi di consegna al mercato finale con soste minime nel porto di Livorno, non vi sono ulteriori ”manipolazioni” intermedie (es. scarico auto da treno e ricarica su bisarca per il porto) e la qualità del prodotto auto rimane inalterata poichè ogni manipolazione è di per sè un potenziale incremento di rischio danni.
In sostanza, maggiore produttività e migliore qualità del servizio reso...
Esatto è proprio su questi punti che si è mossa l’azione congiunta di tutti i soggetti coinvolti, Amatore Grimaldi compreso.
Quali invece i vantaggi per il territorio e l’ambiente
Tale trasporto ferroviario di fatto riduce il numero di bisarche che sarebbero state impiegate nella tratta, rendendo più sicuro il traffico portuale e quello di accesso al terminal. Sono quindi intuibili i vantaggi anche ambientali e più in generale di sicurezza.
Combinando questo progetto con quelli delle Autostrade del mare, in numeri, quanti Tir in meno sulle strade vale questo nuovo servizio?
Il numero stimato è approssimativamente di circa 3.000 bisarche in meno sul territorio livornese.
Il prossimo traguardo?
Il progetto di piazzali multipiano all’ interno della Sintermar per consentire di aumentarne la capacità e quindi la ricerca in altezza di spazio non potendone trovare altro in orizzontale.
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