Mare e tariffe, criticità a Livorno

LIVORNO – Mare da raggiungere,a qualunque costo. Proprio qualunque no.

A Livorno sta montando il disagio da parte sia dei fruitori che dei titolari degli stabilimenti balneari.

Viale Italia a Livorno

Viale Italia a Livorno

Un disagio legato alla applicazione degli stalli blu, dei limiti di sosta, ma soprattutto di un tariffario che non e’ ancora chiaro e per il quale il confronto tra Amministrazione Comunale e FIBA locale, cioè i titolari degli stabilimenti balneari continua.

Un confronto che affonda le sue radici in una consuetudine che per Livorno è un fenomeno di cultura del vivere.

Il Mare non è solo l’orizzonte geografico sul quale si affaccia la città.

Il Mare è un luogo dove la cittadinanza ci vive.

Un fenomeno spesso visto anche come elemento di colore, forse proprio e unico rispetto ad altre città del lunghissimo perimetro costiero della penisola.

Il Mare è la condizione di residenza di uno stile di vita che potremmo dire transumante.

Con l’arrivo della bella stagione e fino all’ultimo spicchio di sole compiacente, a Livorno intere famiglie si trasferiscono con armi e bagagli prendendo residenza nel proprio spazio vitale, la cabina.

Bene ligneo o in tela che spesso è frutto di una eredità che si tramanda di padre in figlio.

La crisi economica non viene dimenticata e nelle politiche di gestione degli stabilimenti, il costo della cabina viene osservato come un broker segue l’andamento di borsa.

Dove possibile e nell’ottica di soddisfare il diritto di tutti al mare, si formano coalizioni tra clan familiari per condividere le spese della stagione.

Ora si aggiunge il fatto che per raggiungere il mare ci sono dei costi che vanno a sommarsi e che incidono significativamente se si pensa che sono elevati i numeri dei componenti familiari e viaggiare in autobus ha i suoi problemi logistici.

Problemi che si aggravano se il ritorno a casa è condizionato proprio dal permanere sul mare fino a tardi.

L’impiego dell’auto consente di avere un mezzo di spostamento che non dipende dalle fasce orarie ma che viene “posteggiato” per un elevato numero di ore che vanno dalla mattina alla sera.

Non è un azzardo stimare che la media di permanenza superi le 10 ore, anche se magari non tutti i giorni ma con particolare frequenza.

Ecco allora che il pagamento di una quota oraria diviene insostenibile.

Una eccezione ai fruitori degli stabilimenti, tramite appositi abbonamenti con prezzi diversi è stata avanzata ma è da marzo che le parti interessate ne discutono e al momento, a meno di un mese dall’apertura ufficiale della nuova stagione non è stata chiarita.

Chiarimento che i titolari premono essere dato il più velocemente possibile perché le scelte se rinnovare l’abbonamento oppure no stanno sempre più dipendendo anche da questi prezzi. Nei nostri notiziari la voce dei balneari.

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