Braccialetto ai lavoratori, polemiche e smentite

Gli operatori ecologici di Livorno da qualche giorno sono dotati di un braccialetto elettronico. Lo strumento “dialoga” con i 2500 nuovi cestini installati in città, attraverso un chip Rfid, ed emette un suono ogni volta che uno di questi viene svuotato. Ma, dopo la denuncia del sindacato, scoppia la polemica politica.

Per il Comune non c’è nessun controllo sui lavoratori, il sindacato però è pronto ad azioni di protesta e sta valutando a fondo la situazione con i propri legali. Ampi servizi sono nei nostri telegiornali di sabato 14 aprile.

braccialetto avr

il 'bracciale' elettronico degli operatori ecologici di Livorno

La Fp-Cgil in una nota rileva che «ci sono già i superiori delle aziende a controllare se il servizio è svolto o meno, oltre che molti mezzi muniti di Gps. Ci sembra assolutamente inadeguato andare oltre queste misure, più che sufficienti». Dal sindacato si fa un paragone con i braccialetti di Amazon e si parla di “misura inaccettabile che rischia di ledere la dignità dei lavoratori”. Il segretario livornese Fabrizio Zannotti a Telegranducato aggiunge che la questione viene valutata attentamente e che non vengono escluse azioni di lotta e di protesta.

L’amministrazione comunale, prima con una nota del sindaco Nogarin e poi sulla nostra tv con le parole dell’assessore all’ambiente Giuseppe Vece, ritiene infondati questi timori. “Il braccialetto serve solo per garantire la pulizia di tutti i cestini durante il normale giro di spazzamento”. Insomma, non c’è nessuna volontà né possibilità di controllare il lavoratore perché la geolocalizzazione è disabilitata. Vece, al nostro telegiornale, si dice contrarissimo ai braccialetti di Amazon, ma mette in chiaro che questa è tutta un’altra cosa.

Il braccialetto, lo ricordiamo, è stato introdotto dall’azienda Avr che gestisce in appalto il servizio di pulizia delle strade per conto della municipalizzata Aamps ed è già collegato con tutti i cestini installati in città in questi ultimi tempi.

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