Soft robotica, la gara finale a Livorno. E vincono gli italiani.

LIVORNO - Si è conclusa  con una vera e propria competizione tra robot la prima conferenza internazionale di soft robotica. Trecento scienziati di tutto il mondo si sono confrontati in questi giorni sulle nuove frontiere di questa ricerca, che ha visto gli albori proprio a Livorno, nel laboratorio di robotica marina della Scuola Superiore Sant’Anna.

il gruppo dei ricercatori della competizione di soft robotica

Prima di passare il testimone alla città di Seoul, che ospiterà questo appuntamento nel 2019, gli organizzatori si sono detti molto soddisfatti. “Una scommessa vinta – ha detto Cecilia Laschi dell’Istituto di biorobotica del Sant’Anna – che porterà presto nuovi importanti risultati. Le sfide adesso sono quelle di rendere ancora più sensibili, flessibili e adattabili queste macchine. Così la soft robotica potrà crescere ancora”.

Per Barbara Mazzolai, che ha cominciato la ricerca insieme alla collega a Livorno e che ora la prosegue a Pontedera in IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), i traguardi raggiunti negli ultimi mesi sono già molto incoraggianti. La soft robotica si conferma uno degli ambiti più promettenti di tutta la robotica.

spyro IIT

il robot Spyro del laboratorio IIT di Pontedera: ha vinto la gara di locomozione

Proprio i ricercatori del gruppo di Mazzolai hanno vinto la competizione finale dei robot. Nella prova di locomozione la loro creatura Spyro è riuscita a superare tutti gli ostacoli nel minore tempo possibile. Il campo di gara era diviso in quattro parti: c’erano il terreno sabbioso, il passaggio stretto, le scale, lo slalom.
Al secondo posto il team coreano, al terzo quello di Stanford (negli Stati Uniti).

Nella prova di manipolazione hanno vinto i ricercatori di Cambridge (Regno Unito), secondi quelli dell’Istituto INRIA (Francia), terzo il gruppo dell’Università dell’Illinois (Stati Uniti).
Tutti i particolari sono nei nostri servizi del telegiornale del 28 aprile e saranno poi in un ampio speciale in onda tra qualche giorno.

Nel telegiornale di Telegranducato è intervenuto ancora una volta anche il prof. Paolo Dario, a cui abbiamo chiesto anche di parlare degli effetti della nuova robotica sull’occupazione. Il saldo – ha detto – potrà essere molto positivo, a patto che riusciamo a fare quello che già sappiamo fare molto bene: costruire i robot.

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