Cascina: proseguono le polemiche

CASCINA - Proseguono le polemiche sulla celebrazione organizzata a Cascina del 25 Aprile e svoltasi il 27.

A censurare la manifestazione in toto è ora Bruno Possenti, presidente Anpi di Pisa. Ha scritto una lettera aperta alla sindaca Ceccardi criticando duramente sia il convegno che le altre iniziative collegate comprese quelle con i figuranti vestiti da SS.

Figuranti tedeschi sul corso di Cascina per la rievocazione storica sulla Liberazione voluta dal Comune

Figuranti tedeschi sul corso di Cascina per la rievocazione storica sulla Liberazione voluta dal Comune

Dito puntato contro l'esibizione del gruppo "Ultimo fronte 1945", con figuranti vestiti da SS, ma non solo. Ai partigiani non è andato proprio giù che i relatori del Convegno abbiano sorvolato sulla Resistenza e sulle stragi naziste per concentrarsi solo sulle strategie militari.

"Mi rivolgo a lei con il rispetto dovuto - esordisce Bruno Possenti, presidente della sezione pisana dell'Anpi, nella sua lettera aperta alla sindaca Ceccardi - a chi è stato eletto dai cittadini ed ha giurato sulla Costituzione.

Dal 1946, il 25 aprile è la 'Festa della Liberazione'. Fu scelto l'anniversario della liberazione di Milano per ricordare alle generazioni future il contributo di popolo per liberare l'Italia dalla occupazione tedesca e dalla dittatura fascista. Il contributo di sacrifici e di sangue di giovani e anziani, di donne, di preti e di frati, di militari che non accettarono di piegare la testa, per darci un futuro fondato sui principi di libertà, di uguaglianza, di solidarietà, di pace.

Per ricordare a noi tutti che la Resistenza fu importante dal punto di vista militare. Ma soprattutto fu decisiva per il riscatto morale del Paese. Per ridare all'Italia dignità internazionale. Per darci la Repubblica e la Costituzione.

Le faccio rilevare – scrive ancora Possenti - che la presenza di figuranti travestiti da SS sul corso dedicato a Giacomo Matteotti è stata quantomeno di cattivo gusto. Offensiva per i familiari delle vittime della barbarie nazifascista. Che la celebrazione della Festa della Liberazione non può essere svilita con la delega al Vicesindaco, quasi fosse l'inaugurazione di un supermercato. Che è molto grave aver equiparato i partigiani ai repubblichini. Che è gravissimo aver ignorato qualsiasi riferimento alla Resistenza. Aver ridotto la Liberazione alla vittoria delle armate alleate sulle divisioni tedesche.

Mi permetto di suggerirle – conclude il presidente di ANPI - la lettura del 'Discorso sulla Costituzione' che Piero Calamandrei rivolse agli studenti di Milano il 26 gennaio 1955- Quella Costituzione su cui lei ha giurato. Le sarà utile.

Cordiali saluti.

Bruno Possenti"

 

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