Bagarre in consiglio regionale, Rossi s’infuria per un post e la seduta è sospesa

FIRENZE - Bagarre durante la seduta del Consiglio regionale della Toscana di martedì 8 maggio, dove sono stati sospesi per mezz'ora i lavori dell'aula: al presidente della Regione Enrico Rossi non è piaciuto un intervento su facebook del capogruppo della Lega Elisa Montemagni e del consigliere del Carroccio Jacopo Alberti, che hanno scattato una foto al governatore mentre entrava in aula, per poi postarla ironizzando con un commento.

Quello che è accaduto è raccontato anche con le immagini nel nostro servizio nel tg della sera dell'8 maggio e verrà proposto integralmente sul nostro canale Toscana Super Channel venerdì 11 a partire dalle 20.

Nel post che ha provocato l'ira del governatore c'era scritto: "Miracolo in Consiglio regionale: dopo mesi di assenze si è fatto vivo il presidente Enrico Rossi. Stavamo per chiedere l'intervento della trasmissione 'chi l'ha visto'! Nel 2020 vinciamo noi".

seduta consiglio regionale che è stata sospesa per bagarre

In aula Rossi ha parlato di "politica schifosa" e ha chiesto provvedimenti. La seduta è stata immediatamente  sospesa e poi è stata convocata d'urgenza una riunione dei capigruppo.

In serata, in una intervista esclusiva a Telegranducato, è intervenuto sulla vicenda il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, che più tardi ha diffuso un comunicato.

Vi si legge: “Servono norme e le scriveremo. A tutti i consiglieri, durante i lavori istituzionali, chiedo di rapportarsi attraverso la normale e diretta comunicazione”.

In tv ha aggiunto di essere contrario "a due livelli di dialettica: un dibattito sereno e rispettoso in Aula e contemporaneamente una banalizzazione con post e battute fuori luogo”.

La bagarre accaduta sta provocando un'infinità di commenti sui social e pone al centro dell'attenzione la questione dell'utilizzo di questi mezzi anche nella vita delle istituzioni. Come ha evidenziato il presidente dell'assemblea c'è la necessità non solo di creare nuove regole, ma di aggiornare molte di quelle già scritte, che evidentemente sono superate o parziali.

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