Giostra dell’Antenna per Santa Giulia

LIVORNO – Giostra e Palio per la patrona della città, Santa Giulia.

La presentazione ufficiale è avvenuta presso la sala conferenza del Consorzio Porta a Mare, per l’occasione trasformata in una splendida mostra corredata di numerose documentazioni attestanti il passato e la passione della città per la tradizione remiera.

giostra dell'antenna palio di santa giulia presentazione

presentazione della Giostra dell'Antenna-Palio di Santa Giulia

L’evento che si svolgerà alla vigilia della festa della patrona, è stato organizzato dalla Diocesi di Livorno in collaborazione con il Comitato Organizzatore del Palio Marinaro e il Comune di Livorno.

Oltre alle gare che si disputeranno nell specchio d’acqua della Darsena Nuova, il programma della serata prevede la tradizionale processione a mare con le reliquei della santa ed altre iniziative religiose e spettacolari.

Due momenti focali della storia della città che si legano tra loro a mille anni esatti di distanza l’uno dall’altro.

Uscendo dal solco della tradizione religiosa e volendo profittare di questo spazio per una narrazione più di cronaca che di fede, la Santa apparteneva ad una nobile famiglia aristocratica con un passato prestigioso come la Gens Julia.

Giulia viveva a Cartagine, parte dell’Impero Romano fino all’arrivo delle invasioni barbariche quando, nel 439 i Vandali di Genserico la conquistarono.

La città fu messa a sacco e la cupidigia e ferocia dei vandali non conobbe remore nel recare violenza a chiunque per accaparrarsi ogni ricchezza possibile.

I Vandali avevano una fede mista tra tradizione pagana e credo cristiano-ariano e con questa differenza rispetto alla ortodossia di Roma presero giustificazione nel perseguitare e uccidere chi non avesse abiurato. Fu il destino di Giulia, crocifissa per aver mantenuto salda la sua fede.

Tempo dopo il successore di Genserico, Unerico, meno feroce ma zelante più di lui in fatto di religione, deportò i cattolici nel deserto africano lasciandoli morire a migliaia di inedia, le famiglie maggiorenti invece vennero deportate in Corsica allora dominio dei vandali e tra queste la famiglia della Santa.

particolare mostra per giostra-palio santa giulia

Particolare della mostra allestita per la Giostra dell'Antenna-Palio di Santa Giulia presso il Consorzio Porta a Mare

Quando il regno dei Vandali cadde per mano dei bizantini mezzo secolo dopo, probabilmente la famiglia ebbe modo di recuperare la salma della santa e farla portare in Corsica dove oramai viveva, inumandola a Nonza.

Secoli dopo, durante il dominio dei Longobardi in Italia, divenuti devoti cattolici, il Re Liutprando fece traslare la salma di Sant’Agostino dalla Sardegna per portarla a Pavia e, emulandolo, monaci della Gorgona fecero altrettanto con le spoglie di Santa Giulia traendola dalla Corsica.

Questo perché le due isole stavano sempre più divenendo preda delle scorrerie arabe e nessuno voleva che le spoglie dei santi venissero in qualche modo profanate.

Pochi anni dopo la regina dei longobardi Hansa, moglie di Re Desiderio, seppe della vicinanza delle spoglie di Santa Giulia e le volle per se a Brescia.

Le reliquie sbarcarono allora in una cala presso Livorna, dove oggi è posta una effige della Santa alla base di uno spalto della Fortezza Nuova.

Per venerarla  accorsero torme di abitanti da ogni villaggio ed essa fu voluta come propria patrona, era il 766.

Mille anni dopo, nel 1766,  ecco la Giostra dell’Antenna allestita in grande pompa magna dalle nazioni che formavano la novella città di Livorno in onore del Granduca Pietro Lepoldo di Toscana venuto in visita d’omaggio presso l’importante scalo marittimo commerciale.

Giostra la cui prima edizione risaliva al 1596 quando l’allora Granduca Ferdinando volle festeggiare l’inaugurazione dei fossi regi che circondarono la recente costruzione della Fortezza Nuova.

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