Ryanair, nuove regole e altre proteste

Quanti di noi hanno prenotato un volo Ryanair, magari partendo proprio da Pisa, uno degli aeroporti principali della compagnia lowcost più attiva in Italia?
E quanti hanno in mente di farlo la prossima estate, magari sfruttando le tariffe (relativamente) basse verso le capitali europee e le mete turistiche più gettonate?

Dal 13 giugno scatta una nuova regola per il check-in, che va fatto via internet (naturalmente). Finora si poteva fare negli ultimi 4 giorni, ora solo nelle ultime 48 ore. E con il rischio di dover pagare 55 euro se non si sfrutta la finestra che termina due ore prima del volo. Tutto questo a meno di non pagare tariffe aggiuntive per prenotare il proprio posto.

La notizia, che avrà effetti anche per tanti toscani, è stata anticipata dalla BBC. L’azienda spiega che in questo modo ci sarà più tempo per chi ha intenzione di scegliersi il posto (in una determinata fila, con uno spazio più ampio o accanto alla cabina), una tesi che circola molto sui social è quella che in realtà di vogliano indurre i clienti a pagare comunque di più del costo (spesso esiguo) del biglietto.

E così, dopo i voli cancellati nei mesi scorsi e dopo il divieto di portare bagagli a mano in cabina (a meno di non pagare un surplus) si torna a parlare di Ryanair e delle sue pratiche commerciali. Certo, i suoi prezzi hanno fatto volare tanti italiani, ma la concorrenza adesso si è adeguata e persino quelle che una volta erano le compagnie di bandiera si sono in parte adeguate. A patto di fare tutto on line e di non dimenticarsi di leggere con estrema attenzione tutte (ma proprio tutte) le clausole: quelle sche riguardano orari, bagagli, recesso, assicurazione. Un labirinto, insomma. in cui talvolta non è facile districarsi, soprattutto per chi non ha sufficiente dimestichezza su internet.

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