Torna Canapisa.

Pisa - Torna Canapisa. E’ la manifestazione delle polemiche in particolare in questa campagna elettorale per le amministrative. Tuttavia torna Canapisa, la street parade antiproibizionista che si svolge nella città della torre da circa 18 anni.

L'appuntamento per tutti in piazza Sant'Antonio, poi il corteo per le vie del centro cittadino, lungo un percorso che si snoda lungo viale Bonaini, piazza Guerrazzi, via Sangallo, Lungarno Fibonacci, Ponte della Fortezza, Lungarno Buozzi, via del Borghetto, via Luschi, via Gioberti, via Garibaldi.

"Il proibizionismo è una scelta politica, un approccio ideologico, costoso e devastante, imposto a livello globale dalle convenzioni dell’ONU, i cui nefasti effetti non ricadono solo sui consumatori di sostanze ma sull’intera collettività - affermano dall'Osservatorio Antiproibizionista che organizza la manifestazione - il proibizionismo ha fallito persino nel principale obiettivo che si era prefissato: ridurre la disponibilità e il consumo di sostanze ritenute illecite.

Allo stesso tempo ha alimentato le tasche – prosegue Alberto Mari dell’Osservatorio - e il potere di organizzazioni criminali e mafiose, e ha normalizzato, per la gioia delle multinazionali che li vendono, l’uso di psicofarmaci non meno dannosi delle sostanze vietate, a partire dalla cannabis i cui benefici sono di fatto negati persino ai pazienti cui spetterebbe di diritto. L’unico evidente risultato raggiunto dalle politiche proibizioniste sono le decine di milioni di persone che hanno riempito le carceri o sono state condannate a morte per droga. Il proibizionismo – conclude Mari - è la principale causa di carcerazione nel pianeta, provoca il sovraffollamento dei penitenziari con trattamenti disumani e vittime, imponenti blitz nelle scuole e nelle stazioni spesso solo per qualche spinello, perdita del lavoro e della patente, suicidi e stigmatizzazione.

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