Andrea Buscemi: crescono i “no” alla sua delega

Pisa - La petizione on line contro la delega alla Cultura di Andrea Buscemi cresce. Sono oltre 20 mila ora le firme raccolte di persone contrarie alla nomina in Giunta del noto attore.

L’iniziativa è stata lanciata all’indomani della presentazione della squadra di governo del neo sindaco di Pisa Michele Conti sulla piattaforma change.org da Elisabetta Vanni che scrive: "Siamo indignati dalla scelta di Andrea Buscemi come assessore alla cultura. Pisa non se lo merita!" La petizione è sostenuta dall’Associazione Casa della Donna.

Il riferimento è ai trascorsi giudiziari dell'attore che lo hanno visto imputato per il reato di stalking nei confronti della ex compagna. Buscemi è stato assolto in appello perché all'epoca dei fatti (era il 2009) la legge non puniva ancora questo tipo di reati ma è stato comunque condannato a risarcire i danni in sede civile.

“Chiediamo – si legge nella petizione - che Andrea Buscemi non sieda in Consiglio Comunale e che non ricopra alcuna carica pubblica perché la sua condanna influenzerebbe negativamente l'immagine di Pisa e di tutti i pisani".

A Pisa la nuova giunta targata Conti

A Pisa la nuova giunta targata Conti

 

La vicenda suscita imbarazzo in città e rischia di assumere i contorni di un caso nazionale. Manuel Vescovi, segretario regionale della Lega, raggiunto al telefono dalla nostra redazione, spiega che Buscemi ha la fedina penale pulita. Dal canto loro quanti si oppongono alla sua nomina in Giunta fanno presente che di fatto Buscemi è colpevole del reato per cui la sua ex lo ha trascinato in Tribunale. Insomma un quadro formalmente pulito ma praticamente un po’ macchiato e per il quale, secondo le promotrici della petizione, Buscemi non dovrebbe rivestire incarichi pubblici. Nei prossimi giorni Vescovi ha intenzione di incontrare il Primo cittadino per comprendere meglio la questione ma l’idea non è per il momento quello di destituire Buscemi del suo incarico e nemmeno all’attore è balenata l’idea di dimettersi. Vedremo come si concluderà la vicenda che intanto va ad intrecciarsi con un altro caso, quello del teatro di Cascina. Lì non gli è stato rinnovato il contratto da direttore artistico e spunta una lettera dai toni accesi e poco chiari con la presidente del Politeama che lui però disconosce.

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