Polizia di Stato: ordini di carcerazione

LIVORNO - La Squadra Mobile della Polizia di stato ha tratto in arresto due uomini, l’uno, italiano, nato e residente a Livorno, l’altro, tunisino, residente da anni in piazza Garibaldi.

Lanari Alessio, del 1985, è il cittadino labronico che lunedì è stato trovato nella sua abitazione dagli uomini della “Catturandi” della Squadra Mobile. Una volta rintracciato, gli è stato notificato dai poliziotti l’ordine di carcerazione, emesso nei suoi confronti dal Tribunale Ordinario di Livorno, per un cumulo di pene poi reso esecutivo dall’ordine di esecuzione della locale Procura a firma del Pubblico Ministero dott.ssa Sabrina Carmazzi. Dovrà scontare in carcere un anno e otto mesi.

I fatti per cui è stato condannato sono risalenti al 2015, quando lo stesso si trovava già agli arresti domiciliari per aver scaraventato per terra dalla bicicletta il nonno al solo fine di impossessarsi del portafoglio.

Allora era stato tradotto in carcere con l’accusa di rapina, così come anche per rapina è stato nuovamente arrestato nel 2015 in quanto colto in flagranza del reato di evasione, essendosi allontanato dal luogo della misura degli arresti domiciliari, dopo che si era reso nuovamente autore di ulteriori lesioni ma, questa volta, nei confronti del padre adottivo.

Toumsi Sabeur, il tunisino del 1976, con vari precedenti di polizia anche per spaccio di sostanze stupefacenti, era stato recentemente arrestato per una tentata rapina ai danni di un avventore di un bar in questo viale Risorgimento. Nell’occasione, insieme ad un suo complice, aveva minacciato un cliente del bar affinchè gli consegnasse il denaro che aveva in tasca. Fortuna ha voluto che le Volanti dell’Ufficio Prevenzione e Soccorso Pubblico della Polizias di Stato  stessero passando proprio nei dintorni e, avvisate dalla Sala Operativa della rapina in atto, erano intervenute immediatamente, bloccando i malviventi e provvedendo al loro arresto. Il GIP, a seguito di quella vicenda, nonostante la richiesta del carcere da parte del Pubblico Ministero, optò per gli arresti domiciliari presso l’abitazione condivisa dal tunisino insieme alla sua ex donna livornese.

Poco più di un mese dopo, però, il tunisino si rendeva di nuovo protagonista di un’aggressione armato di un coltello. Questa volta lo aveva reperito nella cucina di casa e lo aveva puntato alla gola della ex donna minacciando di ucciderla se non se ne fosse andata via di casa. Ancor prima, aveva sfondato la porta della sua stessa abitazione perché l’aveva trovata chiusa nonostante lui da quella porta non sarebbe mai dovuto uscire in quanto agli arresti domiciliari.

La donna, impaurita, dopo aver chiamato la Polizia di Stato era stata trasferita in luogo protetto e l’uomo era stato denunciato per minacce aggravate ed evasione, con richiesta da parte delle forze dell’ordine all’A.G. di aggravamento della misura cautelare. Così è stato grazie alla solerzia del neo P.M., dott.ssa Ezia Mancuso, che ha chiesto ed ottenuto l’aggravamento della misura cautelare al GIP, dott. Sacquegna, il quale, aderendo alle richieste, ha emesso la misura più pesante della detenzione in carcere nei confronti del tunisino che è stato prelevato e tradotto in carcere dagli uomini della Squadra Mobile lo scorso sabato.

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