Leggi razziali, a Pisa arrivano tutti i rettori delle università

PISA - Il prossimo 20 settembre i rettori italiani si ritroveranno nel cortile della Sapienza per ricordare la vergogna delle leggi razziali e “chiedere scusa”, ottant’anni dopo la loro promulgazione, a docenti, ricercatori e studenti perseguitati.

Lo aveva annunciato il professor Michele Emdin (la cui famiglia fu perseguitata durante il fascismo) nella lunga intervista che ci aveva rilasciato qualche settimana fa, per la nostra rubrica “Il Personaggio” (rivedila qui).

ricordo delle leggi razziali, tante iniziative a Pisa

Leggi razziali, l'intervista a Michele Emdin

Emdin, che insegna alla Scuola Sant’Anna, è uno dei principali artefici delle iniziative che si svolgeranno per tutto il periodo da settembre a novembre; in questi ultimi mesi ha contribuito notevolmente a far crescere la consapevolezza dell’importanza di queste occasioni “di confronto e di monito alle giovani generazioni”. ne ha parlato molto anche ai corsi di orientamento per gli studenti a cui ha partecipato.

Aggiunge nell’intervista che vede segnali preoccupanti anche oggi, e che proprio per questa ragione la memoria va conservata, valorizzata. Molti dei testimoni di quella tragedia non ci sono più e questo certo rende più difficili le cose, ma tutto ciò deve costituire uno stimolo ad agire

In particolare il 20 settembre dunque l’Università di Pisa e le due Scuole universitarie superiori (la Normale e il Sant’Anna, in collaborazione anche con l’Imt di Lucca) hanno invitato tutti i rettori delle università italiane che il pomeriggio di giovedì 20 settembre si ritroveranno nel cortile della Sapienza. Sarà la “cerimonia delle scuse e del ricordo” di studenti e docenti ebrei che furono cacciati, dopo le leggi razziali, dalle nostre università.

Non è mai stato fatto prima, nessuno – ha rilevato Emdin in una intervista al Corriere della Sera – ha mai pensato a un gesto simbolico di questa portata. Si calcola che furono allontanati il 7% dei docenti (ma anche ricercatori e assistenti) e migliaia di studenti. Solo a Pisa sono stati alcune centinaia.

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