Pasticcio periferie. Rischiano di saltare i progetti dei Comuni.

FIRENZE – Il nuovo caso politico dell’estate potrebbe essere definito il ‘pasticcio periferie’. In attesa dei dettagli che emergeranno nelle prossime ore si sa però che il Decreto “Milleproroghe”, approvato per adesso solamente al Senato, cancella (o, meglio, rinvia) i fondi per le periferie che erano destinati ad un centinaio di città italiane. Erano stati previsti dal vecchio governo (quello guidato dal Partito Democratico) ma intervenivano in tante realtà diverse, in quasi tutti i capoluoghi di provincia.
E inevitabilmente è scoppiata la polemica politica, che certo in questo giovedì 9 agosto vive nuovi sussulti.

per le periferie di 96 comuni c'è il rischio del blocco dei fondi

Periferie, rischiano lo stop i bandi per 96 comuni

Per ora il più duro è stato il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che se l’è presa anche con i senatori del suo partito, il Pd, che hanno votato il provvedimento. E’ intervenuto pure Alessandro Tambellini (sindaco di Lucca) che si preoccupa del grave stallo che potrebbe venirsi a creare per alcune situazioni difficili della sua città (San Concordio, per esempio)

Nei telegiornali del 9 agosto di Telegranducato ascoltiamo le reazioni di Michele Conti (della Lega), primo cittadino di Pisa, che in una conferenza stampa per fare il punto della situazione ha detto che comunque cercherà di trovare i fondi almeno per riqualificare la zona della stazione e per prevenire gli allagamenti a San Giusto , e di Filippo Nogarin (M5S) sindaco di Livorno.

La stessa. recentissima, campagna elettorale di Pisa si era incentrata molto sui temi e sui problemi delle periferie (leggi qui).

Per Nogarin, che comunque si dice ottimista sulla realizzazione dei progetti in cantiere (per esempio in piazza Dante e alla cosiddetta Chiccaia), la norma originaria era costruita male ed essendo stata impugnata dalla Regione Veneto non c'erano alternative a questa modifica.

Anche il Movimento 5 Stelle precisa che l’esecutivo è intervenuto per dare attuazione ad una sentenza della Corte costituzionale nella quale si dice che “serve un’intesa con gli enti territoriali (quindi le Regioni) nell’assegnazione dei fondi e che non si può intervenire solo su richiesta del Comune”. Tesi contestata dai deputati del Partito Democratico e di Forza Italia, ma anche da molti sindaci di altri partiti (compresi quelli di governo) che aderiscono all’Anci.

L’ex sottosegretario al welfare Teresa Bellanova, intervistata per il tg di Telegranducato, parla di un voto che penalizza fortemente le città e contraddice le scelte fatte dal vecchio governo per valorizzare le periferie e risolvere, in parte, il loro degrado.

Stefano Mugnai, coordinatore regionale di Forza Italia, preannuncia una dura battaglia alla Camera, per impedire – scrive – “l’ennesimo scempio ai danni degli enti locali”.

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