PISA – Garibaldi, ferito, fu operato a Pisa

PISA – Garibaldi fu ferito il 29 agosto 1862 in Aspromonte e il 23 novembre 1862 venne operato a Pisa. Un calvario di 86 giorni raccontato dalla Professoressa Cristina Cagianelli.

Sul soggiorno pisano di Giuseppe Garibaldi girano alcune leggende, prima fra tutte quella che andò via senza pagare il conto, troppo salato, dell’Albergo delle Tre Donzelle. In realtà Garibaldi pagò il conto e la sua partenza di notte non fu una fuga, ma l’unico modo per evitare il troppo clamore che suscitava la sua presenza tra i suoi tanti sostenitori.

Garibaldi

Giuseppe Garibaldi

“A due anni di distanza dalla vittoriosa spedizione dei Mille – racconta la Professoressa Cagianelli – Garibaldi fu fermato nella sua marcia verso Roma dai soldati del Regio esercito italiano. Era il 29 agosto 1862 e tra i boschi dell’Aspromonte si consumò un drammatico confronto tra le truppe regolari del neonato Regno d’Italia e i volontari garibaldini che, al seguito del Generale, anelavano a conquistare una volta per tutte Roma, liberandola dal potere temporale del Papato e annettendola alla nuova Italia. Lo scontro fratricida finì con il colpo d’arma da fuoco che raggiunse il Generale alla base dell’arto destro. Garibaldi fu trasferito nella prigione di massima sicurezza del forte del Varignano di La Spezia, dove ricevette le prime cure. Il 6 ottobre 1862 fu scarcerato per effetto dell’amnistia seguita alle nozze della figlia di Vittorio Emanuele II, Maria Pia, con il Re del Portogallo. L’8 novembre arrivò a Pisa via fiume, a bordo di un navicello, da Boccadarno, ancora gravemente sofferente per la ferita al piede”.

Garibaldi

Pisa - Lapide nel luogo dello sbarco di Garibaldi

A Pisa hanno inizio nuovi consulti tra i medici, anche stranieri, per stabilire se il piede doveva essere amputato. Alcuni sostenevano che la pallottola fosse fuoriuscita, mentre altri temevano che fosse ancora dentro il piede.

“Pisa vantava un ruolo importante nel panorama medico-scientifico europeo – spiega la Professoressa Cagianelli - e fu in città che il generale fu liberato dalla presenza infetta del proiettile che metteva a rischio la sua vita. Oltre ai suoi tre medici di campo (Ripari, Basile e Albanese) c’era Ferdinando Zannetti, che si era laureato a Pisa ma insegnava all’Università di Firenze. Divenne il suo medico di fiducia. L’uso della sonda di Nélaton, uno strumento innovativo messo a punto dal medico personale di Napoleone III, consentì non solo di avere certezza della presenza del proiettile tra i tessuti, ma anche di stabilire la sua esatta localizzazione, garantendo così il successo dell’operazione. L’intervento venne effettuato nell’Albergo delle Tre Donzelle, nell’appartamento al primo piano, in cui alloggiava con i familiari e il suo seguito. Era il 23 novembre 1862. Garibaldi partì da Pisa il 20 dicembre dello stesso anno, dopo aver pagato regolarmente il conto. Partì di notte, via Canale dei Navicelli, per non suscitare troppo clamore, data la presenza di tanti suoi sostenitori”.

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Il servizio nel Tg delle 20.30, visibile anche in diretta sulla LIVE TV.

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