Santuario a rischio, allarme Greenpeace

CAPRAIA – Santuario Pelagos a rischio e ancora una volta vittima della scarsa attenzione.

Questa la critica mossa da Greenpeace mentre si oper aper limitare la chiazza oleosa fuorisucita dallo sversamento dovuto alla collisione tr ale due navi al largo di Capo Corso e in prossimità dell’Isola della Capraia.

Per Greenpeace e con lei Legambiente, occorrono normative più chiare e ristrette a tutela delle aree marine protette.

L’incidente tra le due navi avvenuto ieri a largo della Corsica mette a rischio l’area del Santuario dei cetacei Pelagos, un ecosistema di enorme interesse scientifico grazie alle sue caratteristiche naturali e al patrimonio di biodiversità che custodisce.

Legambiente e Expédition MED, impegnate nel progetto Pelagos Plastic Free per difendere la biodiversità del Santuario dei cetacei dall’inquinamento da plastiche, lanciano un appello ai governi di Italia, Francia e Monaco affinché si mettano in campo tutte le opzioni per limitare i danni provocati dallo sversamento di olio combustibile in mare e si intervenga in tempi rapidi con una normativa ad hoc per il traffico delle merci in quest’Area Specialmente Protetta d'Importanza Mediterranea (ASPIM).

“La collisione fra le due navi avvenuta al largo della Corsica ha dell'incredibile per le dinamiche dell'incidente e perché ancora una volta assistiamo impotenti a uno sversamento importante di sostanze inquinanti in una zona protetta” ha ribadito Alessandro Giannì direttaroe delle Campagne di Greenpeace in Italia da noi sentito in collegamento nel notiziario delle 14.30 di questo 9 ottobre e nei servizi successivi come anche in diretta su Live TV.

E' evidente che, come viene chiesto da tempo, sia necessario normare in maniera più stringente i traffici marittimi in una porzione di mare così preziosa come il Santuario Pelagos.

Ci si trova invece a sperare nella buona sorte e nelle condizioni meteomarine che consentano di recuperare la maggior parte delle sostanze oleose che stanno fuoriuscendo dai serbatoi delle navi.

Sulla vicenda sono state avviate opprotune indagini da parte degli organi competenti ma rimane uno scenario disarmante quale quello di un incidente avvenuto in ore di tempo sereno, ottima visibilità, mare calmo e quindi con un orizzonte di rilevamento radar di miglia marine per cui le due navi potevano vedersi con ore di anticipio.

Altro quesito è quello di capire cosa ci facesse la nave speronata, ferma all’ancora in quella zona

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