Razzismo, le leggi “politiche” di S.Rossore

LIVORNO – Razzismo da tavolino, voluto politicamente e imposto in un Italia che culturalmente ne era pressochè priva. Questo sono le Leggi di San Rossore.

Razzismo San Rossore, manifesto rassegna

La rassegna San Rossore 1938 prosegue a Livorno con una mattinata di incontri e la proiezione di un docu-film al Cinema-Teatro 4 Mori.

Una parte della rassegna viene riassunta nel servizio che è possibile seguire nei nostri notiziari alle 14:30, quelli a seguire come anche in diretta su Live Tv

Il film, per la regia di Massimo Martella, raccoglie la testimonianza di una “sopravvissuta” alle persecuzioni dettate dalla “apparizione” del razzismo in Italia e le sue conseguenze.

Ai relatori presenti, la professoressa Barbara Henry della Scuola Superiore Sant’Anna e lo scrittore Alfredo de Girolamo il compito di raccontare l’operato di due “giusti” toscani, cioè due non-ebrei che misero a rischio la propria vita e quella dei familiari per salvare alcuni ebrei dalla deportazione e dal sicuro martirio in un campo di concentramento tedesco e spiegare ai presenti il concetto di razzismo, quanto questo concetto fosse presente nel retaggio culturale della civiltà italiana e quanto venne imposto per volontà politica attraverso un ampio lavoro mediatico continuo.

studenti al Cinema 4 Mori

L’iniziativa è stata promossa dalla Università di Pisa e sostenuta dalla Fondazione Livorno, nell’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali italiane ed è stata rivolta principalmente agli studenti delle scuole superiori della città anche se aperta a tutta la cittadinanza.

Un confronto con un paese, la Germania, che ebbe moti razzisti nel corso della propria storia ed un difficile rapporto di alti e bassi con la presente comunità ebraica.

Un paragone improponibile con quanto avvenne nel tempo in Italia.

Comunità ebraiche poste nelle grandi città quali Milano, Venezia, Genova, Napoli, Roma e ciascuna con proprie particolarità che se anche contemplavano un “ghetto”, questi non erano chiusi e infrequentabili ma collegati a leggi precise, spesso economiche, abbinate al genere di commercio che quelle comunità praticavano.

relatori Henry e de GirolamoMurziani e Mosseri

Ben altra cosa Livorno che ne era addirittura priva e le due “fedi” circolavano liberamente per le strade.

Il razzismo portato all’atto persecutorio programmato fu una necessità imposta dalla crescente potenza della germania nazista.

Un necessario “allineamento” da parte dell’Italia per potersi guadagnare la stima della razza ariana.

Peccato che il Duce non ebbe mai la curiosità di leggere il Mein Kampf  che era stato scritto da Adolf Hitler un decennio prima e nel quale il futuro Fuhrer aveva esposto il suo programma politico.

Avrebbe letto che oltre al problema giudaico, la nuova razza, divenuta padrona del mondo, l’avrebbe ripulito dalla presenza di altre razze inferiori quali gli Slavi, gli Arabi e i popoli Latini (quindi anche gli italiani)….      

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