La Scuola Normale ‘apre’ anche a Napoli. Polemiche a Pisa

PISA - La notizia dell'apertura di una sede della Scuola Normale Superiore a Napoli ha provocato molte reazioni anche in città. E ha suscitato le critiche del sindaco Michele Conti.

Il progetto era stato anticipato qualche giorno fa dal quotidiano "La Repubblica"; adesso però nella manovra c'è, nero su bianco, il testo.

Nero su bianco

L'emendamento dei relatori – si legge – “istituisce sperimentalmente, per un triennio, a decorrere dall'anno accademico 2019-2020, una sede della Normale, che assume la denominazione di Scuola Normale Superiore Meridionale, negli spazi messi a disposizione dall'Università di Napoli Federico II”.

Non solo: viene specificato che, se ci sarà una valutazione positiva della sperimentazione, la Scuola, previa valutazione positiva dell'ANVUR e reperimento di idonea copertura finanziaria, può assumere carattere di stabilità.

La legge autorizza la spesa di 8,2 milioni per il 2019, 21,2 milioni per il 2020, 18,9 milioni per il 2021, con stanziamenti fino al 2025. Sono fondi del Mef (il Ministero Economia e Finanze).

L'ira del sindaco

Fin qui i fatti. Poi, appunto, ci sono i commenti. Il primo a criticare è stato il sindaco di Pisa Conti, secondo il quale “non è smembrando una delle eccellenze del mondo universitario di questo Paese che si favorisce la ricerca o la divulgazione delle conoscenze”. Per il sindaco la Scuola, nata a Pisa 208 anni fa, “qui deve rimanere per continuare a dialogare con il mondo come ha sempre fatto”. Al governo chiede il primo cittadino (della Lega) chiede ora che tutti i fondi disponibili siano destinati a Pisa per potenziare la Normale

La replica di Barone

La replica di Vincenzo Barone, direttore della Scuola, non si è fatta attendere. Dice che il progetto di portare la Normale a Napoli e costruire una costellazione di ‘Normali’ in Italia era ben scritto nel suo programma elettorale (qui il link ad una sua lunga intervista a Telegranducato). E lui lo sta realizzando.

Sia il sindaco che il prof. Barone sono stati intervistati nel nostro telegiornale di oggi, 6 dicembre.

La nota della Scuola Sant'Anna

Nella vicenda si inserisce anche la Scuola Sant’Anna, che in una nota ribadisce che la “linea è quella di potenziare e ulteriormente migliorare ciò che palesemente funziona”. Poi prosegue: “non è nostra intenzione aprire succursali al di fuori di Pisa e del suo territorio circostante. Noi su questa strada siamo impegnati e la scelta della federazione tra Scuole Universitarie va decisamente in questa direzione”. Ricordiamo che la federazione delle Scuole Universitarie Superiori comprende sia il Sant’Anna che la Normale, oltre alla Scuola Iuss di Pavia.

 

 

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