Cave chiuse, la posizione della Regione

FIRENZE – Cave chiuse e lavoratori senza stipendio.

Sulla vicenda sono intervenuti sia il Presidente della Regione Rossi che l’assessore Ceccarelli.

Il governo regionale si dichiara pronto a fare la sua parte ma assumono la loro priorità sia la legalità che il contributo fattivo delle stesse imprese.

Se le autorità competenti  rilevano una società che contravviene alle disposizioni della licenza, le attività nelle cave vengono fermate.

La vicenda è presente nei nostri notiziari come anche in diretta su Live Tv

E’ necessario elaborare un nuovo piano che contempli la messa in sicurezza, la questione ambientale, il rispetto delle regole su ogni piano.

Chiudere le cave non è una guerra personale tra chi svolge un duro e pericoloso lavoro e le istituzioni.

La serietà di un ente deve essere dimostrata dal dover accellerare il più possibilie i tempi tra rilevazione del contravvenire e approvazione per una nuova autorizzazione conforme alle leggi.

È ciò che sta avvenendo tra Regione e Comune di Carrara che hanno già chiuso le procedure.

Allo stesso tempo è altrettanto ovvio e giusto che eventuali difformità rispetto alle autorizzazioni nell’utilizzo delle cave non siano pagate dai lavoratori privandoli dello stipendio.

Siamo pertanto sensibili alla richiesta dei sindacati e disposti a fare fino in fondo la nostra parte ma è l’impresa ad avere le sue responsabilità nel merito.

Pertanto, a fronte della sua responsabilità dovrebbe farsi carico della creazione dell'eventuale fondo di ammortizzazione sociale.

Evidenziato ciò, il governo regionale ribadisce la disponibilità a contribuire al fondo, informando però che il Comune di Carrara riceve introiti di rilievo dal contributo di estrazione e dal canone di connessione delle cave.

Introiti peraltro rivisti e aumentati anche ai sensi della legge regionale.

Le risorse destinate al Comune di Carrara ammontano a circa 15 milioni di euro, provenienti dal contributo di estrazione, a cui vanno aggiunti gli incassi derivanti dal canone, anche essi nell'ordine di diversi milioni.

Cifre che il governo regionale ha invece deciso di lasciare sul territorio, sempre grazie alla legge sulle cave.

La Regione introita solo il 4% del contributo di estrazione pari a un importo di 900mila euro.

Condividi questo articolo

Pubblicità