Marzocco, canale verso il raddoppio

LIVORNO – La Torre del Marzocco vede il proprio canale di accesso allargarsi e tendere al raddoppiamento.

Dopo i risultati sodisfacenti di un primo allargamento della cosiddetta “strettoia” del Marzocco è in programma un ulteriore allargamento di accesso.

Med Ports a Livorno

Uno sforzo di ulteriore migliormaneto di ingresso in area portuale.

È questo il nuovo obiettivo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

Nei giorni scorsi, in una riunione tecnica con la Capitaneria, i piloti e gli operatori portuali, ha proposto un progetto di escavo.

Si interverrebbe sui fondali in prossimità dei punti più stretti del canale di accesso, quelli in cui passano i tubi dell’Eni.

La zona vede la presenza della prestigiosa torre del Marzocco, eretta nella prima nmetà del XV seclo dai fiorentini.

Richiama un orgoglio antico, che si rifà all’area un tempo indicata come Porto Pisano e impiegata dalla Repubblica Marinara di Pisa.

Un orgoglio ed un cruccio costante, quello del veloce sedimento e il progressivo ritiro delle acque che comportò il suo abbandono.

Da quella perdita è nata Livorno e lo sviluppo portuale della città sembra tornare a ridare vigore ai luoghi originari della ricezione navale.

Si tratta di rimuovere complessivamente 20 mila metri cubi di sedime per arrivare a dare al canale una larghezza di 70 metri (dagli attuali 57 metri che sono il diametro di accesso attuale a prima operazione di allargamento avvenuta.)

Un canale di ingresso teso a raggiungere una profondità di 13 metri proprio laddove passano le tubazioni.

È una novità che potrebbe tradursi in nuovi importanti benefici per gli operatori portuali e, soprattutto, per le grandi compagnie.

Se infatti le simulazioni di manovra programmate dovessero dare un riscontro favorevole, i nuovi lavori di dragaggio potrebbero consentire di portare in Darsena Toscana le navi di ultima generazione senza più le limitazioni di carico attuali.

Tanto per fare un esempio: attualemnte le unità navali larghe 42.8 metri entrano a carico ridotto con un pescaggio di 10,75 metri, mentre il target di progetto – se raggiunto – tende a consentire un pescaggio di 12 metri, che significa livelli di carico maggiori.

L’intervento ha un costo di poche centinaia di migliaia di euro ed è prevista che venga finanziato dal Lorenzini Terminal e dal Terminal Darsena Toscana.

Dopo i primi lavori di allargamento e quelli di realizzazione di illuminazione notturna del canale di accesso, la nuova opera rappresenta un ulteriore passo in avanti per dare al porto la massima operatività possibile.

Insomma un nuovo progetto per rispondere alla sfida più importante.

Attirare la movimentazione delle grandi navi col minor disagio possibile.

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