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Porto di Livorno, interdetti Corsini e Provinciali

LIVORNO - Porto, interdetti per 1 anno il Presidente Stefano Corsini e Massimo Provinciali segretario generale in carica all'Autorità  di Sistema dell'Alto Tirreno. Lo si è appreso nella tarda mattinata di questo mercoledi 27 Febbraio. Il Gip di Livorno ha accolto la richiesta di interdizione per un anno dalle funzioni. la richiesta era stata avanzata dalla procura di Livorno per Corsini e Provinciali che risultano indagati nell'ambito di una inchiesta per abuso d'ufficio nella concessione temporanea di alcuni accosti del porto di Livorno. L'indagine era partita nel 2016.

 

Porto di Livorno, interdetti Corsini e Provinciali

Il gip di Livorno ha accolto la richiesta di interdizione per un anno dai pubblici uffici per il presidente dell'Autorità di Sistema dell'Alto Tirreno Stefano Corsini e per il segretario generale in carica Massimo Provinciali avanzata dalla procura di Livorno per i due che risultano indagati nell'ambito di un'inchiesta per abuso d'ufficio nella concessione temporanea di alcuni accosti del porto toscano.
Le indagini della procura hanno ricevuto impulso da due esposti presentati da un terminalista che attraverso una relazione dettagliata segnalava comportamenti reiterati dell'Autorità portuale "posti in essere in violazione di legge e dei principi di buona amministrazione e della concorrenza di mercato". Comportamenti che a giudizio del gip Marco Sacquegna avrebbero favorito alcune società, tutte collegate all'armatore Grimaldi.

Il gip ha anche applicato una misura di interdizione di 1 anno dall'esercizio di uffici direttivi di imprese o enti che svolgano attività di fornitura di beni o servizi in ambito portuale o per attività marittime.
Tale misura interdittiva colpisce gli imprenditori Massimiliano Ercoli, e gli omonimi Corrado Neri, nato nel 1962, e Corrado Neri, nato nel 1975. e Costantino Baldissara,

Respinta invece dal gip la richiesta di misura interdittiva per Giuliano Galanti, che si era dimesso da presidente dell'Autorità portuale nel marzo 2017, e Matteo Paroli, che dall'ottobre 2015 è Segretario generale dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centrale "dunque fuori dalle dinamiche illecite (e lecite) di Livorno". Entrambi restano indagati.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a seguito della decisione dei giudici
ha disposto l'immediata individuazione di un commissario straordinario. Il Mit , ribadendo la piena e completa fiducia nell'autorità giudiziaria, assicura il regolare proseguimento delle attività dell'Autorità portuale di Livorno.

"Ci sono necessità urgenti di governo del porto di Livorno, pertanto è opportuno che si proceda subito alla nomina del commissario. La nota inviata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti è, in questo senso, positiva". Lo afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi,
"l'articolo 8 della legge 84 stabilisce che il presidente dell'Autorità di sistema portuale sia nominato dal Ministero d'intesa con il presidente della Regione". "Poiché - continua il governatore - il periodo di commissariamento sarà presumibilmente di 12 mesi, quanti sono i mesi di interdizione dai pubblici uffici del presidente dell'Autorità portuale, ritengo opportuno chiedere al ministro di essere convocato per concertare la nomina del commissario, salvaguardando così il principio di leale collaborazione tra lo Stato e la Regione e lo spirito della stessa legge 84".

Anche il Sindaco di Livorno Filippo Nogarin ha inviato una nota: ''Gli effetti dell'inchiesta che sta sconvolgendo il porto di Livorno rischia di avere pesanti ripercussioni sulla nostra città e soprattutto sull'occupazione. E' indispensabile che la fase di stallo duri il meno possibile e, da sindaco, mi auguro che tutti gli attori in campo possano fare il possibile affinché la situazione si sblocchi al più presto".

La notizia nel corso del Tg alle 14:30 e 20:30 di oggi 27 febbraio, visibile in diretta anche sulla Live Tv.

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