Edilizia in caduta, sciopero nazionale

FIRENZE – Edilizia al tracollo, pronti ad andare a Roma per lo sciopero nazionale del prossimo 15 marzo.

Le sigle sindacali confederali legate alla edilizia concordi nella organizzazione dell’evento.

In Italia in dieci anni sono stati persi centinaia di migliaia di posti di lavoro, pari al 45% dell’intero comparto.

Occupazione in calo anche in Toscana.

In dieci anni sono svaniti 30 mila posti di lavoro ma sbloccando le opere già finanziate si creerebbero almeno 12 mila posti.

Centinaia di progetti cantierabili, ma ancora bloccati a causa di ritardi dei finanziamenti statali.

Valori che nella sola Toscana, sfiorano i circa 4 miliardi assegnati ad infrastrutture o interventi per la mobilità.

I sindacati del settore edilizia lo ripetono da tempo: “fare le infrastrutture costa, ma non farle costa di più, perché significa far arretrare il Paese e mettere a rischio la sicurezza dei cittadini”.

A livello nazionale, secondo uno studio della Filca Cisl, il valore dell’edilizia nel Pil nazionale è passato dall’11,5% del 2008 all’8% attuale.

Nello stesso periodo il valore delle costruzioni nel Pil è crollato dal 29% al 17%.

Ciò indica una riduzione di 36 miliardi di investimenti nelle nuove costruzioni residenziali, di 15 miliardi in quelle non residenziali e di 26 miliardi in opere pubbliche.

Lo sblocco dei cantieri, circa 600 in Italia, consentirebbe 350.000 assunzioni.

In Toscana i lavoratori a partita Iva sono ormai il 49% degli occupati.

Dal 2009 al 2017 i permessi a costruire sono diminuiti per gli edifici residenziali in Toscana del 48,7% .

I bandi di gara sono passati nell’ultimo decennio da 1589 nel 2008 a 785 nel 2017.

I dati della Cnce (Commissione nazionale paritetica per le casse edili), dimostrano come l’edilizia in Toscana non sia affatto in ripresa.

L’allarme è forte per il rischio che un insieme di fattori concomitanti, dal rallentamento dell’economia all’eredità di sovrapproduzioni e bolle degli anni passati, provochi la tempesta perfetta sul settore delle costruzioni.

Prima si diceva che non c’erano le risorse per gli investimenti pubblici, ma ora i soldi ci sono.

Pronti per essere messi a disposizione dei territori che hanno disperatamente bisogno di manutenzione delle opere.

Non costruire ex novo ma procedere alla messa in sicurezza:

Dal rischio sismico e idrogeologico, di opere di edilizia scolastica e messa in sicurezza della rete stradale, ponti e viadotti.

Ecco il perché di una mobilitazione di massa.

Per chiedere un tavolo per il settore delle costruzioni che coinvolga tutti i rappresentati delle istituzioni, di categoria, associazioni datoriali e sindacati per rilanciare il settore e il Paese.

Ne parliamo nei nostri notiziari seguibili anche in contemporanea in diretta su Live Tv ma anche in trasmissioni specifiche  quale lìappuntamento quindicinale del venerdi.

Condividi questo articolo

Pubblicità