Battaglia navale, il 14 l’anniversario

LIVORNO – Una battaglia navale a Livorno?

Si, con tanto di morti e di feriti, almeno un migliaio in totale.

Una battaglia navale immortalata in una tela dal pittore fiammingo Johannes Lingelbach.

Un compleanno che la Associazione la Livornina mette a ricordo e volentieri lo accompagnamo; qualcuno ricorda la battaglia navale di Livorno del 14 marzo 1653?.

Gli appassionati di storia magari, quelli che coltivano la storia della propria città sicuramente.

L’Associazione la Livornina è tra queste realtà ed è bene ricordare l’evento.

Non tanto per commentar euna battaglia ma per descrivere un contorno che poteva trovarsi solo a Livorno.

Torniamo indietro nel tempo e diamo qualche particolare.

Livorno diviene città nel 1606 per merito del Granduca Ferdinando I de Medici.

Proclama la neonata realtà urbana Porto Franco.

la battaglia di Livorno, di Johannes Lingelbach, 14 marzo 1653

Un notevole vantaggio per le linee commerciali perché una “area franca” significa zona neutra, libertà di accesso, dazi e tasse bassissime, molti affari.

La città nasce con le Leggi Livornine ma cresce anche e soprattutto grazie a questa peculiarità che in pochi anni la trasforma nel porto più trafficato del Mediterraneo occidentale.

Non c’è nazione che non abbia mercanti, ambasciate, fondi commerciali da queste parti.

Nel frattempo tra la neonata repubblica del Commonwealth di Oliver Cromwell e La repubblica Olandese delle 7 province scoppia un conflitto per l’egemonia  marittima.

A Livorno è alla fonda la flotta inglerse del capitano Henry Appleton.

6 navi tra mercantili e fregate d’appoggio.

Gli inglesi sono convinti che gli olandesi siano in rotta per due loro sconfitte in altri lidi ma non è così.

Arriva la flotta Olandese al comando del Commodoro Johan van Galen che blocca la flotta inglese nel porto di Livorno.

Immediatemente il governatore di Livorno, il Marchese Filippo Pandolfini, si sbriga a ricordare agli olandesi che Livorno è zona neutra e non possono “sbrigare le loro cose” recando danno.

Seguendo le regole del tempo, il comandante olandese sfida allo scontro quello inglese e questi, per non perdere la faccia accetta.

Crede che la flotta olandese non sia numerosa come sa anche che all’Elba c’è un'altra flotta inglese in arrivo e pensa che giunga in tempo.

Esce con le sue navi dal porto di  Livorno e l’Olandese attende che l’avversario si schieri.

La flotta Olandese conta 16 vascelli, l’Ammiralgio inglese capisce che se gli aiuti non arrivano in tempo sarà una sconfitta.

Così accade e quel giorno la popolazione di Livorno si riversa sul porto, sui tetti, dovunque sia possibile seguire “in diretta” una battaglia navale.

I riinforzi arrivano troppo tardi e le navi di rincalzo inglesi, comandate dal Capitano Badiley, preferiscono non inserirsi e tenersi lontane.

Gli Olandesi vincono e qui emerge la particolarità di Livorno e dei suoi abitanti.

Cessato l’ultimo colpo di cannone, dalla città partono scialuppe di civili che si industriano nel soccorrere i feriti e nel traghettare le navi danneggiate nel porto.

Olandesi ed Inglesi, vincitori e vinti, conviveranno nella stessa città fino a che le navi non saranno rimesse in grado di navigare e i feriti salvabili non saranno guariti.

Città Porto Franco e disponibilità di locande e altri luoghi perché i marinai non si annoino.

I resoconti del tempo non citano alcun tafferuglio tra i rappresentanti dei due stati, anzi, per le vie della città faranno comunella tra schiamazzi e baldorie.

La Livorno della accoglienza e della generosità è già presente.

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