Fridays for future, il 15 sciopero mondiale

FIRENZE – Fridays for future in 40 piazze domani per lo sciopero degli studenti a favore della questione climatica.

Uno sciopero che vedrà coinvolte anche diverse scuole della Toscana in un percorso di “battaglia” a turnazione.

Di fatto lo sciopero dalla ferequenza dalla scuola sarà attuato ogni venerdi in modo da collegarsi all’obiettivo promosso, Fridays for Future.

Tutto nasce dall’intervento personale all’ultimo summit internazionale tenutosi in Polonia, Greta Thunberg.

Ha parlato ai potenti della terra alla COP24 in toni duri e il video del suo intervento ha fatto il giro del mondo.

Un primo cenno il 25 gennaio con una dimostrazione studentesca in alcune città del globo, nata per mezzo dei social.

settimana intensa con presidi e cortei degli studenti dell'enriques

Lo strumento scelto dagli studenti è quello dello sciopero, una delle forme di mobilitazione utilizzate dai lavoratori e dai sindacati, gesto non violento di protesta.

Gli studenti interrompono la frequenza a scuola, fanno sciopero, per ottenere l’attenzione della politica e di chi può decidere.

voi dite di amare i vostri figli ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi - ha detto Greta Thurnberg - finché non agirete su  cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. Se non siete in grado di trovare soluzione significa che questo sistema dobbiamo cambiarlo”.

Sul sito Fridays for Future si trova addirittura un modello di lettera da inviare al preside per chiedere che non si proceda a provvedimenti disciplinari.

Gli studenti si chiedono a cosa serve studiare e programmar eil proprio futuro quando la scienza ha concretamente dimostrato che restano dieci anni di interventi urgenti.

Gli ultimi dieci anni dopo i quali subentrerà un ventennio che produrrà almeno 1 miliardo di migranti climatici.

Fridays for Future evidenzia una dimensione ulteriore, porta la questione sul piano globale perché la sola dimensione locale appare non più sufficiente.

E se prima l’azione globale la si riteneva affidata ai governi e alle organizzazioni internazionali, ora gli studenti la sollecitano dal basso, richiamano le autorità a fare ciò che è di loro competenza.

La percezione del pericolo verso il quale stiamo correndo è però limitata a livello individuale dal nostro tempo e dal nostro spazio, dal nostro particolare.

E le reazioni sono tiepide, lente e poco incisive.

La scuola ha un ruolo fondamentale nello sviluppare consapevolezza, nel sostenere educazione alla cittadinanza.

E0 il sano vivaio di menti aperte ai concetti di sostenibilità e di equilibrio sistemico, a visioni pragmatiche alimentate da valori sociali e spirituali.

Tutti sappiamo che le soluzioni alla questione climatica non sono dietro l’angolo.

La scuola non può consentire che la questione sia posta in termini di conflitto generazionale, non può abdicare alla significatività del sapere per la vita delle comunità.

L’allarme climatico è in assoluto il problema prioritario.

Ne parliamo anche nei nostri notiziari in onda in contemporane aanche in diretta su Live Tv.

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