Ambiente, arriva il “salva mare”

FIRENZE - Ambiente, finalmente arriva il "salva mare". Missione compiuta (manca solo l'ultimo passaggio), per un mare più pulito e che sia più facile liberare dalle plastiche. Dopo che l'Europa nelle settimane scorse ha fatto propria l'idea toscana, anche il Governo italiano l'ha seguita. Il Consiglio dei ministri ha infatti appena approvato un disegno di legge, il "Salva Mare", che recepisce e si ispira al progetto "Arcipelago Pulito". Si attende solo il via libera del Parlamento, che la Regione Toscana con l'assessore alla presidenza si augura che avvenga rapidamente, dopodiché tutti i pescatori italiani potranno contribuire a ripulire i mari. Adesso non si poteva fare e quello che i pescherecci accidentalmente recuperavano veniva rigettato in acqua. Ora lo potranno portare in porto, senza essere costretti a pagarne lo smaltimento o rischiare multe. Il disegno di legge fa proprie le soluzioni che la Regione Toscana aveva già individuato con il proprio progetto sperimentale: dalla previsione di un deposito temporaneo di raccolta dei rifiuti presso il porto alla previsione di ‘premi' per i pescatori virtuosi. Ma la Toscana non si ferma ed è già pronta non solo a prorogare ma anche ad ampliare la sperimentazione. "Arcipelago Pulito" proseguirà infatti a Livorno e si allargherà da subito a Castiglione della Pescaia e a tutti gli altri comuni della costa che vorranno aderire, a cominciare dai porti più importanti in termini di attività ittica. L'avvio l'anno scorso la Regione aveva tenuto a battesimo il progetto un anno fa nello spicchio di Tirreno davanti a Livorno con il coinvolgimento di una locale cooperativa di pescatori, ma anche di Legambiente, la Guarda Costiera, l'Autorità di sistema portuale del MarTirreno Settentrionale, Unicoop Firenze, la società Labromare che gestisce la raccolta dei rifiuti nel porto e Revet che li ricicla. Il valore aggiunto, rispetto ad esperienze simili portate avanti in altri mari e in altre parti del mondo, stava proprio nell'aver saputo creare una filiera completa, dalla raccolta del rifiuto alla sua analisi e trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo.

Ambiente

Da questo punto di vista è stato il primo progetto in Italia e in Europa. Diciotto quintali di plastica raccolta in sei mesi .Dopo i primi sei mesi la sperimentazione era stata prorogata di altri quattro e che la soluzione e il modello virtuoso messo in moto fosse capace di portare risultati concreti lo si era visto subito. Solo da aprile 2018 fino allo scorso settembre sono stati raccolti con una mezza dozzina di piccoli pescherecci oltre 18 quintali di rifiuti, per un volume di oltre 24 mila litri. Su diciotto quintali, circa il 20 per cento è composto da plastiche riciclabili. Un segnale importante, dunque, anche in termini di economia circolare, come tra l'altro viene richiamato nel disegno di legge presentato. Nelle reti a strascico dei pescatori si trovano bottiglie, fascette, sacche e buste. La notizia nel corso del Tg alle 20:30 visibile in diretta sulla Live Tv.

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