78° Trofeo Ippico Accademia Navale

LIVORNO – Appuntamento nel quadrilatero di Villa Chayes pe run appuntamento di sana tradizione sportiva, il 78° Trofeo Ippico Accademia Navale.

Il programma ha visto i concorrenti competere nelle discipline B80, B100, C115 e C130, denominate in questo modo in base alla altezza degli ostacoli.

Il 78° Trofeo vede quest’anno competere i frequentatori dell’Accademia Navale, i frequentatori della Accademia Militare di Modena, la Scuola di Applicazione dell’Esercito Italiano.

Con loro, proseguendo, il 4° Reggimento Savoia Cavalleria, il Reggimento Cavalieri a Cavallo e i Corazzieri del Gruppo Squadroni Reggimento Corazzieri.

A questi, come ha evidenziato L’Ammiraglio Comandante dell’Accademia Navale, Piero Paolo Ribuffo, l’invito alla partecipazione dei “civili”.

In questo senso i cavalieri e le amazzoni dei cirocli ippici del territorio provinciale.

Nel merito granducato ha realizzato un servizio che può essere seguito sia nei nostri notiziari che in contemporanea sui vostri smartphone nella diretta di Live Tv.

Il 78° Trofeo si svolge nella naturale cornice della Sezione Ippica dell’istituto, intitolata alla grande figura storica del Capitano Federico Caprilli.

Rimane la curiosità di capire quale sia il rapporto che trova unione tra la pratica della marineria e quella della equitazione ma qui arriva la spiegazione.

L’arte del’equitazione ha una valenza altamente formativa del carattere di un ufficiale.

Attenzione, dialogo, rapporto di integrazione con l’animale e soprattutto la calma e la perseveranza che viene richiesta per entrare in perfetta simbiosi con il cavallo.

Ci sovviene un'altra curiosità, unica nel suo genere, che rimanda all’unico episodio storico nel quale cavallo e marina sono in stretto rapporto.

Una battaglia tra navi e cavalleria.

Accade a Helder nel gennaio 1795, quando una squadra di 14 vascelli olandesi rimane intrappolata tra i ghiacci dei “fiordi” olandesi.

Le navi sono circondate dai ghiacci ed inclinate su un lato per via del blocco “innaturale”.

I marinai aspettano che la temperatura salga e il ghiaccio si “intenerisca”.

Saputo della cosa un colonnello degli Ussari dell’esercito francese decide un colpo audace.

Fasciati gli zoccoli dei cavalli, nottetempo, attraversa il canale ghiacciato che regge al peso del reggimento e si porta sul lato inclinato delle navi.

I marinai vengono svegliati dalle grida e dai fucili puntati e non possono fare altro che arrendersi.

Questa è l’unica volta che si verifica un assalto di cavalleria contro una flotta, al “largo” dalla costa.

In questo caso vinsero i francesi che poterono catturare 14 vascelli da combattimento senza colpo ferire.

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