Edoardo Rixi a Espo 2019

LIVORNO – Il viceministro Edoardo Rixi, oggi ha portato il suo contributo alla conferenza annuale di Espo in corso a Livorno.

“Il Governo sta lavorando per affrontare le sfide della logistica portuale perchè il Mediterraneo possa diventare il secondo pilastro del sistema logistico europeo”.
Per fare questo non vanno potenziate solo le banchine, ma è necessario rivedere tutta la catena logistica.
“L’Italia -ha proseguito- è una penisola, è vero, ma in realtà è come un’isola con le Alpi che dividono il traffico, più che il mare”.
In questo scenario, ha spiegato Rixi, aprirsi alla Via della seta è una scelta che ha dei rischi ma anche vantaggi che devono essere commisurati, per aumentare la capacità di penetrazione e non rischiare che il traffico passi nel Mediterraneo senza fermarsi nei nostri porti.

“È vero che la geografia del nostro Paese non aiuta, costruire o modificare una linea ferroviaria è molto più complicato che in altri paesi europei, ma per me la grande scommessa è concludere i corridoi ten-t”.
Per Rixi serve un lavoro che abbia una visione a 10-15 anni, come quando, ha detto, si costruiva un acquedotto: “Quella generazione sapeva che non ne avrebbe usufruito, lo avrebbe fatto quella successiva”.

Come già ieri il ministro Toninelli, focalizzando l’attenzione sui porti, il viceministro ha sottolineato l’importanza di una “rivisitazione” delle regole portuali perchè le Autorità di Sistema non rischino di essere fermate nel loro operato da una struttura troppo rigida.
“Attraccare in un porto europeo fa risparmiare 5-8 giorni di navigazione. Questo significa meno emissioni e soprattutto vantaggi economici a livello mondiale che aumentano la competitività dei Paesi europei”.

All’indomani delle elezioni, i temi su cui secondo il viceministro Edoardo Rixi si deve aprire una discussione a proposito di porti e portualità sono due: “Una nuova concezione del Marebonus con la possibilità che Paesi come l’Italia riescano a trasferire le merci da strada al mare, visto che come ho già detto, modificare ferrovie e strade in Italia ha costi ambientali e economici elevati.”
L’autotrasporto, ha sottolineato, deve essere concepito a livello europeo non alternativo, ma integrativo a quello marittimo, puntando sull’intermodalità come sistema più efficiente su ogni tratta.

L’altro tema è legato all’uso di Lng: “Ridurre le emissioni di navi merci e passeggeri non solo in mare ma anche in banchina, anche alla luce del fatto che i nostri porti sono per la maggior parte inseriti in centri abitati, lavorando anche sull’elettrificazione”.

Tutto questo perchè si possa tornare ad avere un ruolo centrale nel Mediterraneo e in Europa, dato che i nostri porti sono i punti più vicini per tutto quello che arriva da Nord Africa e Oriente.
“Dobbiamo -ha detto Il viceministro Edoardo Rixi concludendo- essere meno conflittuali e avere una visione consapevole delle differenze di ruolo tra pubblico e privato, perchè ognuno faccia la sua parte ma con una visione globale di insieme”.

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