Assegnato, al via il corso legale

PARIGI- Al via l’Assegnato, sarà la soluzione per fermare la crisi debitoria dello Stato e il suo graduale rientro da un passivo cronico che riporterà fiducia e consumi.

L’Assemblea Nazionale Costituente, dopo aver ottenuto dalla Corte dei Conti l’indicazione dei bilanci in uscita ed in ingresso, ha deciso nel merito.

Tra entrate ed uscite, lo Stato continua a maturare un passivo di 2 miliardi di Livre annuo.

Questo indica che se non vengono apportate leggi più severe e controlli più sicuri, tra debito insoluto ed evasione fiscale galoppante si va alla bancarotta.

L’Assegnato sarà la soluzione provvisoria per andare incontro alle spese necessarie di Stato.

Sia quelle rivolte ai creditori diretti, sia nei confronti della Ammninistrazione Pubblica che sui lavori pubblici necessari o di ordinaria manutenzione.

Cos’è l’Assegnato?

Una sorta di “moneta” ma in carta, da chiamarsi banconota.

Banconota perché le banche dello Stato la riconoscono e la accettano come valuta di circolazione.

Gli Assegnati avranno però una loro funzione provvisoria in attesa che la Assemblea Nazionale attivi la confisca dei beni secolari della Chiesa.

I beni del Clero, rimasti esenti da fisco sin’ora saranno posti all’asta.

Davanti al rifiuto della Chiesa di accettare il pagamento delle imposte fiscali si dovrà agire su tale indirizzo.

Similmente l’avvio di un attento e preciso calcolo delle rendite nobiliari sia terrene che commerciali, rimaste spesso occultate al fisco.

Recuperati allo Stato i giusti proventi, si calcola un orizzonte di tempo medio massimale di 3 anni, gli Assegnati saranno riconvertibili in moneta legale.

L'assemblea decreta dunque quattrocento milioni in assegnati pagabili sulle riscossioni di una cassa straordinaria.

I primi biglietti emessi avevano un valore di 1000  livre, la vecchia moneta francese.

Un valore così grande non li rendeva idonei a essere messi in circolazione tra la popolazione, ma il loro scopo era unicamente di far rientrare tutta insieme la moneta nelle casse dello Stato.

Gli Assegnati entrarono in corso legale dal gennaio 1790.

Il meccanismo, nel dettaglio, aveva altri scopi e altre regole insite nella decisione ma con il passare dei mesi vi fu un aumento di deroghe.

In pratica un allargamento permissivo che spiantò i vincoli di garanzia per controllare il flusso della carta moneta e garantirla.

Si produsse un vortice speculativo e inflattivo che nel periodo tra il 1790 e il 1793 portò gli Assegnati a perdere il 60% del loro valore.

Un percorso che non seppe risolvere il problema di fondo e neanche fermarsi.

Nell’anno promesso come di “stabilizzazione”, il 1793, lo Stato aveva emesso fino a 45 miliardi di Livre, il 60% del reale circolatorio.

Si arrivò al collasso economico e commerciale e il lavoro non garantiva ne salario ne la possibilità di sostenere qualsiasi necessità primaria da parte della popolazione.

Dall’esterno premevano gli altri Stati che volevano rovesciare la repubblica ma è dall’interno che la crisi sembrava senza via di uscita e in bancarotta.

Fu così che venne imposta da Robespierre la politica del Terrore.

Ovviamente la Storia ha suoi percorsi particolari e per quanto certe situazioni possono sembrare simili non lo sono.

La Storia di fatto non si ripete mai, o no?.

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