Pompei del mare a Pisa, pronto il Museo

PISA – Ecco la Pompei del mare, dopo 20 anni di studio, lavori, strutturazione del complesso museale, l’apertura al pubblico.

Bisogna sempre dire grazie ai lavori di scavo per sistemare tubazioni, porre correzioni fognarie, andare più a fondo per posizionare le fondamente di nuovi edifici.

Perché il petrolio, l’Italia ce l’ha davvero e come il petrolio, è nel sottosuolo.

Un petrolio chiamato Storia, con la S maiuscola ed un richiamo economico che fa del turismo una chiave di volta singificativa per il PIL del nostro paese.

Quella di Pisa non è una scoperta archeologica nella norma, neppure rilevante.

Viene chiamata Pompei del mare non per evocare una immane tragedia come quella che coinvolse la celebre città sepolta dalle lave del Vesuvio insieme ad Ercolano e Stabia nel 79dC.

Pompei perché il livello di conservazione con il quale è stato possibile recuperare e restaurare svariati modelli navali, richiama lo stato di conservazione della città campana.

Riguardo alla tragedia, lo scavo ha messo in luce più eventi nefasti, cioè ci sono più Pompei nello stesso luogo.

Non solo una preziosa ed impareggiabile scoperta ma una eccezionale conferma degli incredibili mutamenti geografici vissuti da questo territorio nel corso dei secoli.

Difficile immaginare una città come Pisa, percorsa da acque dolci e salmastre quasi fosse una anteprima della città di Venezia.

Difficile immaginare un enorme golfo, il Sinus Pisanus, che lambiva anticamente la città e si addentrava fino alla Versilia a nord e l’area  tra le attuali Vicarello, Guasticce, Livorno.

Quasi 5000 metri quadri di superficie espositiva agli arsenali medicei dove tutto è stato trasferito.

La gestione è stata assegnata alla Cooperativa Archeologia.

Il ritrovamento, di fatto  è avvenuto nel 1998 nella zona della stazione di Pisa San Rossore.

Sale espositive divise in 47 sezioni e 8 aree tematiche in modo da poter seguire una storia molto lunga.

Dagli 8000 e più reperti trovati, la ricostruzione dell’evoluzione dell’area in base ai cambiamenti climatici e a numerose inondazioni avvenute nel corso del tempo.

Dal periodo tardo etrusco a quello alto medioevale.

Navi onerarie commerciali, imbarcazioni da trasporto come le nostre Ro-Ro attuali e con il passare del tempo e il mutare dell’ambiente, vivere nuove strategie.

Dai collegamenti marittimi a quelli lagunari e poi fluviali fino al totale interramento e con esso la perdita della memoria di cosa fosse Pisa tra il III sec. aC e il VII dC.

Il Museo viene presentato alla stampa in anteprima e sarà possibile vedere le prime immagini del complesso nei nostri servizi tg.

Anche su smartphone con la diretta in contemporanea di Live Tv.

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