Maturità; la prima prova e le novità

LIVORNO- Poco meno di 1500 studenti chiamati alla prima prova di maturità in città con il tema di Italian.

Una popolazione che tende ad estinguersi se si pensa che 40 anni fa, a livello nazionale si superava il milione.

Mettendo insieme diciottenni, ripetenti e privatisti, quest'anno siamo a poco più di 520 mila, dimezzati quindi.

Nei nostri servizi il resoconto della giornata che può essere seguita anche in contemporanea su Smartphone con la diretta di live TV.

Molte cose sono cambiate in questi 40 anni ma una csa è rimasta e si cnserva.

La maturità e le sue prove, rimangono un ricordo indelebile per tutta la vita.

Certi riti non vengono meno, come quello di sapere in anteprima quale siano le tracce del primo test per capire se la maturità di possa "afferrare" più facilmente.

Certo non mancano critiche relative a modifiche volute dal MIUR con una notifica di riforma a sorpresa giunta a natale.

Al di là delle speranze e di un giro scommesse basato su diversi criteri di valutazione, alla fine le tracce erano state previste.

La differenza che sono inserite su na dinamica di stesura del tema che richiede maggiore apertura di valutazione.

Eccole comunque in versione integrale, mentre per chi esce da quelle aule, l'attende la prossima prova di maturità

Ungaretti - "Risvegli" è una breve poesia che confluisce ne "Il porto sepolto", prima raccolta di Ungaretti, pubblicata a Udine nel 1916. La lirica, assieme alle altre del "Porto sepolto", confluirà poi nella "Allegria di naufragi" del 1919 e poi nelle successive edizioni della raccolta, diventando una delle più note della poesia ungarettiana. Il poeta stesso ha spiegato più volte nei suoi scritti il senso del titolo di questa raccolta: da ragazzo conobbe dei giovani ingegneri francesi che gli parlarono di un porto sommerso esistente ad Alessandria d'Egitto, città natale dell'autore. Ungaretti rimase profondamente colpito da questa storia proprio perché queste rovine sarebbero rimaste nascoste per sempre: il titolo indica quindi qualcosa di oscuro ed indecifrabile.

Sciascia - Il brano di Leonardo Sciascia, è da "Il giorno della civetta". Il romanzo racconta la storia di alcuni omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità e arrestare i colpevoli. Venne terminato nel 1960 e pubblicato per la prima volta nel 1961 dalla casa editrice Einaudi. Trae spunto da un episodio reale di cronaca: l'omicidio del sindacalista Accursio Miraglia per mano della mafia, avvenuto a Sciacca nel 1947. L'ispirazione a fatti reali e di cronaca è un elemento tipico della scrittura di Sciascia. Sciascia, da sempre interessato alla situazione socio-economica della sua terra d'origine, era da tempo impegnato nella denuncia della mafia, che imperversava ignorata e impunita su tutto il territorio. Lo scrittore decise così di servirsi del genere romanzo giallo - cui spesso ritornerà per le sue opere successive - per poter esprimere il suo risentimento e trasporre in una cornice letteraria la cronaca di un fatto realmente avvenuto. Nel 1968 il regista Damiano Damiani ha tratto un film da questo romanzo.

Stajano, Sloman-Fernbach e Montanari - I maturandi hanno la possibilità di scegliere anche un tema argomentativo e tra le proposte c'è un testo tratto dalla raccolta di saggi "La cultura Italiana del Novecento", in cui Corrado Stajano commenta le frasi di alcuni protagonisti del ventesimo secolo. Un'altra proposta è un testo di Steven Sloman e Philip Fernbach tratto da "L'illusione della conoscenza". "L'importanza del patrimonio culturale", partendo da un libro di Tomaso Montanari ("Istruzioni per l'uso del futuro. Il Patrimonio culturale e la democrazia che verrà") è il terzo tema per il testo argomentativo.

Dalla Chiesa e Bartali - Tra i temi d'attualità uno è sull'importanza degli uomini di Stato per la storia del nostro Paese, traendo spunto da un discorso fatto dal prefetto Luigi Viana in occasione dei 30 anni dall'uccisione, per mano della mafia, del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; l'altro invita a interrogarsi sul Ruolo dello sport nella storia e nella società, partendo da un articolo del giornalista Cristiano Gatti che racconta le gesta del ciclista Gino Bartali.

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