Turismo: Volterra ora guarda a Pisa

Volterra fa un passo verso la costa. Da un lato promuove insieme a Livorno la propria candidatura a capitale italiana della cultura, dall’altro, ed è la notizia di queste ore, firma l’intesa con la Camera di Commercio di Pisa per “Terre di Pisa”.

Al Palazzo dei Priori il Comune di Volterra ha aderito dunque a questo progetto nato nel 2016 “con lo scopo di promuovere e incentivare il turismo provinciale", come hanno ribadito il nuovo sindaco Giacomo Santi e l’assessore Viola Luti. Attenzione, però: Volterra resta anche nell’ambito territoriale di “Terre delle Valdelsa e dell’Etruria volterrana”. Perché gli ambiti, istituiti dalla legge regionale 86 del 2016, si occupano di accoglienza e di informazione, mentre il progetto della Camera di Commercio soprattutto di promozione.

Polemiche e precisazioni

La decisione della nuova amministrazione, eletta a fine maggio, ha suscitato anche alcune polemiche all’interno del Consiglio comunale. I più battaglieri sono stati i consiglieri della lista civica (che hanno governato negli ultimi dieci anni) che parlano di decisione sostanzialmente “inutile, una sorta di ticket che paga la nuova giunta”. Altri rilevano che la doppia appartenenza rischia di generare confusione nel mercato turistico.

Soddisfatto della scelta invece è il presidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini. Vi aderiscono già 34 Comuni, le Unioni Valdera e Alta Valdera, numerose Associazioni di Categoria e soggetti turistici rappresentativi del territorio pisano. L’obiettivo, si legge, è quello di ”migliorare la qualità dei servizi turistici offerti sul territorio, di valorizzare i prodotti agroalimentari ed artigianali, di accrescere la consapevolezza dei soggetti coinvolti e di attrarre i turisti in cerca di luoghi e prodotti non standardizzati”.

Un riposizionamento?

La sfida che lancia ora Volterra, con il suo ‘riposizionamento’, è ambiziosa. E cade in una stagione nella quale in molti territori ‘maturi’ della nostra regione si registrano alcuni scricchiolii. Anche per Ferragosto in tante zone non c’è il “tutto esaurito”, dopo anni in cui il turismo è stato davvero il traino della nostra economia e ha certamente attutito gli effetti della crisi.

Condividi questo articolo

Pubblicità