Ferragosto: quando la vacanza è “Imperiale”

TRADIZIONE – Ferragosto alle porte, giornata clou del concetto di vacanza, tradizione che nel tempo ha assunto nuove sfumature ma che ci restituisce un legame antico, irrinunciabile.

Si deve andare indietro, molto, fino ai tempi della antica Roma e al calendario delle cose da fare e da non fare secondo un legame inscindibile tra l’economia primaria, quella agricola, e i culti del tempo.

La religione politeista (dire Pagana è un grossolano errore storico), fatta di tanti dei, ognuno con poteri speciali e particolari “patronati”, traeva origine da quelle credenze radicate con i fenomeni stagionali pe ri quali i sacerdoti del tempo redigevano precisi calendari da rispettare.

Ferragosto è quindi in relazione con l'agricoltura? Spieghiamo meglio.

Innanzitutto il mese era suddiviso in frazioni di periodo diverse da quelle attuali.

Oggi un mese è fatto di 4 o 5 settimane, a seconda del procedere del conteggio di ogni singolo giorno e basandosi sul fatto che la frazione della settimana è di 7 giorni.

Per i romani era più facile, un mese diviso in decime nelle quali si lavorava nove giorni ed il decimo si riposava.

Si potrebbe allora pensare che nella Roma antica si lavorasse di più e riposasse di meno, ma non è così.

Il Pontefice Massimo, la più alta autorità religiosa, tramite una sorte di vaticinio ottenuto consultando la natura e antichi libri remoti, stabiliva ogni mese quelli che erano i giorni Fasti e quelli Nefasti.

Nei giorni Nefasti, per non incorrere nell’ira degli dei, non si poteva fare niente, lavoro compreso.

A questa indicazione di festività “mobile” si aggiungevano le feste collegate con i cicli della agricoltura.

Nel  sesto mese dell’anno di allora, Agosto, si svolgevano feste “fisse” come i Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli e che cadevano, guardando al nostro calendario, dal 21 al 23 e nei quali si svolgevano feste e ci si riposava.

Nello stesso mese c’erano anche i Nemoralia dedicato alla Dea Diana, protettrice della natura silvestre, degli animali selvatici da caccia come anche di quelli addomesticati, protettrice delle donne in quanto tali (senza distinzione se sposate, madri, nubili).

Anche qui un trittico di feste e addobbi, e dal 14 al 16 era di nuovo festa, riti, giochi.

Aggiungiamo ora un'altra festa consacrata, quella dei Vinalia Rustica cioè dedicata all’approccio alla prima vendemmia e per la quale festa si godeva di un altro trittico di eventi tra sacrifici, riti, feste.

In questo caso, a turno, in uno dei tre giorni, i proprietari delle taberne vinarie, aprivano le loro botti al consumo gratuitamente.

I giorni erano il  18, 19 e 20 sempre di agosto.

Astuto e abile uomo politico, Il primo imperatore della storia di Roma, Ottaviano Augusto, impose per legge un altro giorno di vacanza.

Era la “Feriae Augusti” il riposo di Augusto che l'italiano di oggi ha contratto in Ferragosto.

Riposava lui, potevano riposare tutti gli abitanti del suo impero.

Augusto volle che la gornata fosse il 17 e con essa, con somma gioia di tutti, formare il primo “ponte” concettuale del saltare il lavoro che se andate a vedere, garantiva  10 bei giorni dai quali “staccare” e farsi una meritata vacanza.

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