Tragedia in porto, indagini in corso

LIVORNO - Tragedia in porto a bordo della nave da crociera Vision of the Seas lunga 279 metri e battente bandiera delle Bahamas; ennesimo incidente sul lavoro avvenuto intorno alle 11.45 di giovedì 5 settembre.

La vittima Marvin Galero, marinaio filippino di 26 anni, è morto precipitando giù nelle acque del porto di Livorno a tredici metri di profondità mentre stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione sulla murata della nave.

Tragedia in porto, indagini in corso

L’allarme è scattato immediatamente, quando dalla sala comando della nave è partita la prima telefonata al centralino della Polmare che coordina le indagini insieme alla Capitaneria di Porto.

Stando ad una prima ricostruzione, il giovane uomo stava eseguendo alcuni lavori sul ponte più alto della nave che guarda verso il mare. Il 26enne, in coppia con un collega, stava effettuando la pulizia delle vetrate, operazione fuori bordo per cui è obbligatoria l’imbracatura.

Proprio perché esiste un protocollo di sicurezza, resta un alone di mistero sulla causa; l’ipotesi più accreditata è che nel momento in cui il marinaio stava tornando a bordo per dare il cambio al collega, si sia sganciato, scivolando, forse a causa di un malore.

 

Fondamentali, per fare luce su questa ennesima tragedia, saranno ulteriori dettagliati accertamenti disposti dal procuratore capo Ettore Squillace Greco e l’autopsia sul corpo della vittima.
Soltanto così potranno emergere maggiori dettagli sulle cause del decesso ed eventuali responsabilità.

Intanto la nave Vision of The Seas ha lasciato il molo 47 del porto di Livorno la sera stessa, intorno alle 22.30 con destinazione Civitavecchia, partenza leggermente ritardata dagli accertamenti della polizia scientifica.

La nota della CGIL

"Ci viene spontanea la domanda: quante volte l'uomo ha fatto il lavoro senza le corrette procedure di sicurezza? Quanti responsabili sicurezza ci sono a bordo? Se avesse indossato le corrette attrezzature sarebbe sempre fra noi - è quanto spiegato in una nota da Patrizia Villa, segretaria confederale Cgil di Livorno - Le Ooss da novembre dello scorso anno hanno ottenuto che nel protocollo porti, oltre al classico lavoro portuale, siano inseriti anche i marittimi ma le procedure tardano ad avviarsi".

"La Cgil - conclude la nota - si unisce al dolore della famiglia e dei colleghi e colleghe di lavoro, continuando ad invocare provvedimenti veri e non scarico di responsabilità".

La nota della FIT-CISL

Anche la Fit-Cisl "esprime forte preoccupazione per il susseguirsi di incidenti mortali all'interno del Porto di Livorno. Non possiamo rassegnarci di fronte a queste morti bianche perché siamo convinti che intervenendo con più controlli, con il rispetto delle norme di sicurezza e con la formazione dei lavoratori potremo ridurre i rischi di gravi incidenti - precisa la nota - E' indispensabile investire maggiori risorse per garantire progetti formativi e di sicurezza di elevata qualità dando attuazione anche al protocollo sulla salute e sicurezza dei porti toscani firmato ormai da diversi anni e mai stato operativo, passando così dalla parole ai fatti".

 

 

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