Giobbe “Alighieri” chiude Scenari di Quartiere

LIVORNO- Giobbe Cobatta anzi, "Alighieri", chiude la stagione di Scenari di Quartiere con la sua Divina Commediola.

A causa del maltempo lo spettacolo si è tenuto all'interno, beneficiando della prestiogiosa cornice del Teatro Goldoni.

Giobbe Covatta non è nuovo a Livorno e l'organizzazione del calendario di eventi coordinati da Fabrizio Brandi con il sostegno della Fondazione Goldoni, ha voluto un finale "pirotecnico".

Un classico in scena, seguitissimo, ma non una digressione sulla poetica, sulla metrica o sullo stile del cosiddetto padre della lingua italiana.

Giobbe Covatta interpreta Dante e lo fa scegliendo di lui non la parte culturale, il lato dotto dell'arcigno fiorentino.

La satira politica di Giobbe si miscela con la gioia da parte di Dante Alighieri di poter disporre le anime dei trapassati e portarle a giudizio universale.

La Divina Commedia è un testo politico che lo scrittore impiega per emettere sentenze inoppugnabili nei confronti dei grandi personaggi del tempo.

Lo fa fingendo di trovarsi magicamente disperso e in balia degli eventi mistici che possono verificarsi solo in cirocstanze particolari.

In questo caso lo spunto è dato dal primo anno santo giubilare che venne indetto da Papa Bonifacio VIII per l'anno 1300.

Giubileo che al pontefice serviva per ripagare le spese delle ingerenze della chiesa in materia di politica estera e a quel tempo era in corso la lotta tra gli Angiò di Francia e gli Aragonesi di Spagna per il dominio sulla Sicilia.

La Divina Commedia venne composta nel corso degli anni a partire dal 1307 e completata ipoco prima della morte.

Un colpo di genio antedatarla per far passare alcuni messaggi da parte di anime benevoli incontrate in Purgatorio e in Paradiso come capacità ultraterrene di conoscere il futuro.

Ma è l'inferno il luogo dove meglio sguazza Giobbe Alighieri come riassumiamo nei nostri servizi.

Qui Dante ebbe modo di scaricare le sue rabbie da ex Bianco Guelfo e convinto neo ghibellino, cambiamento di campo politico non da poco per quell'epoca.

Dante però fu un esempio anticipatore di altri comportamenti che vennero assunti in seguito da altre e alte personalità della politica Toscana e Italiana in genere di quei tempi.

Se fino ad allora chi prendeva una posizione la manteneva con orgoglio fino all'ultimo, costasse quel che costasse, con Dante e comunque la sua generazione, si sarebbe assistito a cambiamenti di bandiera oggigiorno consuetudine.

Ecco un altra lezione che ci insegna che la storia è la migliore maestra e che conoscendo il passato si capisce meglio l presente.

Compresa la capacità di mettere i politici di oggi nei gironi giusti, secondo la personale opinione dello scrivente.

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