Cerimonia in memoria di Gamerra

RIGLIONE - Cerimonia in memoria di Gamerra. Molto partecipata la cerimonia per ricordare il sacrificio del maggiore di artiglieria Gian Paolo Gamerra. Si è svolta davanti al cimitero di Riglione alla presenza delle autorità cittadine civili e religiose. C’erano anche gli studenti della scuola media Gamerra.  Gian Paolo Gamerra, trovò la morte nei pressi di Stagno, a Tombolo, il 9 settembre 1943 insieme a 8 suoi commilitoni, in uno scontro con i tedeschi.  La cerimonia è organizzata dall’associazione nazionale artiglieri e sostenuta dal Comune di Pisa.

Cerimonia in memoria di Gamerra

Cerimonia in memoria di Gamerra

 

 

Cerimonia in memoria di Gamerra.

Davanti al cimitero, attorno al monumento di bronzo, opera dello scultore Alessandro Caetani e donato alla città dall’Associazione Partigiani, si sono succeduti gli interventi del sindaco Michele Conti, del comandante del Centro Paracadutisti Col. Alessandro Borghesi, del presidente dell’A.N.P.I. Provinciale di Pisa Bruno Possenti e del vice comandante del Comando Artiglieria Col. Vincenzo Stella, appositamente giunto da Roma, accompagnato dal presidente nazionale dell’Associazione Artiglieri Gen. Pierluigi Genta e dal delegato regionale Andrea Breschi. Coordinerà la cerimonia Riccardo Buscemi, consigliere comunale ma anche Ppresidente della Sezione di Pisa dell’Associazione Artiglieri.

Cerimonia in memoria di Gamerra.

 

 

Deposta anche una corona d’alloro. Tuttavia il momento più significativo è stato quello dell’intervento degli studenti che con letture, poesie, loro pensieri offriranno ai presenti lo spunto per riflettere e meditare. Alla memoria di Gamerra e dei suoi commilitoni fu concessa la Medaglia d’Oro al Valore Militare con la seguente motivazione: Mentre accorreva col suo gruppo privo di scorta a sostenere reparti duramente impegnati coi tedeschi, scontrandosi con soverchianti forze germaniche e ricevuta intimazione dal comandante di queste di consegnare le armi e gli automezzi, opponeva un fiero e deciso rifiuto. Attaccato d’improvviso con mitragliatrici e cannoni accettava l’impari lotta ed opponeva con ogni mezzo accanita resistenza, guidando i suoi artiglieri con la voce e con l’esempio in una lotta disperata. Cadeva colpito a morte col nome d’Italia sulle labbra, fedele al suo giuramento di soldato, abbracciato alla mitragliatrice che egli stesso faceva funzionare, avendo sostituito il mitragliere mortogli accanto. Pura affermazione nel tragico momento che la Patria attraversava del sentimento del dovere dell’Ufficiale italiano al servizio di un ideale e promessa luminosa per l’avvenire d’Italia".

I caduti furono sepolti nel cimitero di Riglione, ma quando le truppe tedesche abbandonarono la zona fecero saltare le tombe con la dinamite in segno di spregio. Oggi una lapide commemorativa collocata sulla parete esterna del cimitero li ricorda, unitamente alla statua di bronzo collocata sul piazzale antistante.

 

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