Protezione Civile, porte aperte alla Croce Rossa

Nella settimana della Protezione Civile quello del 19 ottobre il giorno delle ‘porte aperte’ in tutte le sedi della Croce Rossa. Ovunque ci sono state dimostrazioni pratiche, momenti  di confronto  e approfondimento e sono stati esposti i mezzi in dotazione. Le nostre telecamere sono andate in particolare nelle sedi della Croce Rossa a Livorno (nella nuova sede di via Lamarmora, nel quartiere San Marco) e a Pisa (in via Castaldi).

Abbiamo visto unità cinofile, mezzi anfibi, idrovore di ultima generazione, moto d’acqua per il soccorso in mare. I volontari si sono addestrati in parete, hanno imparato a consultare le mappe anche delle zone più impervie.

Croce Rossa, prove su una parete

Tanti visitatori nelle sedi

La presidente della sezione di Livorno, Anna  Braccini, spiega che c’è ancora molto da fare ma che l’organizzazione è pronta a fronteggiare malaugurate emergenze.

“Per questo è stato importante aderire alla prima edizione della Settimana della Protezione Civile, indetta dal Dipartimento Nazionale”.

A Pisa i visitatori sono stati accolti dal presidente della Croce Rossa Antonio Cerrai. Sono arrivate anche alcune scolaresche, molto interessate alle attrezzature e alla formazione degli operatori volontari.

Gli obiettivi sono la promozione di comportamenti consapevoli, buone pratiche di prevenzione dai rischi e sviluppo della resilienza della popolazione. Proprio quello della resilienza è un concetto chiave. La popolazione deve resistere e avere la possibilità di adattarsi anche di fronte ad un disastro naturale.

Croce Rossa per la Protezione Civile

Toscana apripista nel 1996

Sono questi i concetti che sono emersi in tutte le iniziative di questi giorni, che hanno coinvolto le istituzioni ma anche, come oggi 19 ottobre, i volontari delle varie associazioni. Molti hanno ricordato che proprio in Toscana, nel 1996, nacque un modello innovativo di intervento. Lo chiamammo ‘Modello Versilia’, prevedeva la collaborazione piena e stretta tra operatori istituzionali e volontari dopo la tragedia dell’Alta Versilia.

Quella fu una lezione anche per noi operatori dell’informazione. Siamo stati chiamati ad una maggiore responsabilità, abbiamo dovuto prepararci bene, abbiamo capito tutti che durante un’emergenza “ogni parola pesa”.

Abbiamo realizzato per i nostri telegiornali servizi con interviste e immagini (qui la diretta).

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