La Toscana condanna la Turchia

FIRENZE -  Condanna unanime nei confronti della invasione operata dalle forze armate turche in Kurdistan da parte del Consiglio Regionale della Toscana.

Oltre a discernere sulle questioni legate alle necessità del proprio territorio, la Toscana, attraverso sia il proprio governo che il proprio Consiglio Regionale, non può non essere sensibile alle vicende "mondiali".

La Toscana e il Consiglio Regionale

In questo caso, durante l'ultima seduta del Consiglio regionale, sono state presentate diverse mozioni tese ad evidenziare la questione Curda e a prendere posizione a riguardo.

Il Governatore Enrico Rossi aveva già da qualche giorno espresso la propria posizione.

Sua e della propria Giunta, poi la seduta del Consiglio Regionale che rappresenta la Toscana.

Tre le mozioni iniziali a riguardo, presentate dal PD, dalla Lega e da Si-Toscana a Sinistra.

Mozioni che poi sono giunte a convergere in una sola per poi esser emessa al voto del Consiglio e ottenere l'approvazione unanime dell'aula.

Una mozione che parla chiaro: La Toscana condanna la Turchia per il suo operato e auspica una azione decisa del governo nazionale.

Di conseguenza il pieno sostegno alla causa Curda per la quale non sono mancati interventi in aula che hanno saputo anche riassumerne le vicende passate per evidenziare il perché di questa decisione.

Un'attesa, quella dei Curdi, che affonda indietro nel tempo e che ebbe una prima occasione di attenzione mondiale all'indomani della fine della Prima Guerra Mondiale.

A Versailles furono posti come base i cosiddetti 14 punti del presidente americano Wilson sui quali dovevano essere ridisegnati i confini del mondo.

In essi si dava priorità alla "autodeterminazione" dei popoli e anche i Curdi attendevano il rispetto della loro richiesta, essendosi nel frattempo sgretolato l'Impero ottomano del quale erano sudditi come molti altri popoli.

Da più di 100 anni quindi questa risposta non arriva e  quest'ultimo episodio non può essere vissuto passivamente specie dopo quanto ha fatto questo popolo per combattere l'Isis e ricacciarlo indietro.

Ne parliamo anche nei nostri notiziari, visibili su mobile in contemporanea con la diretta di Live TV.

 

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