Preti sposati?: il Vescovo Giusti chiarisce

LIVORNO – L’ultimo punto analizzato dal Sinodo dei Vescovi dell’Amazzonia sull’ammissibilità di preti sposati ha subito suscitato reazioni ma su queste ecco anche l’intervento chiarificatore del Vescovo della città Monsignor Giusti.

Monsignor Giusti

“Preti sposati? In realtà il Sinodo dei Vescovi ha chiesto al Papa la possibilità di valutare per le zone del pianeta dove sia registrata scarsità di preti, l’ordinazione sacerdotale di uomini; ma quali? Diaconi permanenti, se poi questi hanno già famiglia legittimamente costituita e stabile, gli andrà certo riconosciuta”

Allora non si parla di preti sposati tout court, ma di una richiesta di riflessione valutativa, peraltro in condizioni geografiche e in un bacino di scelte particolare.

Ne parliamo nei nostri notiziari, avendo dialogato direttamente con il Vescovo di Livorno, Monsignor Simone Giusti e che può essere seguito anche in contemporanea sui propri cellulari con la diretta di Live Tv.

Il punto 111, questo il punto, ha ricevuto, alla fine, 41 voti contrari e 128 voti favorevoli.

Ciò non toglie che ragionare di preti sposati ha subito sollevato questioni.

Ancora una volta Giusti precisa:

“La particolarità di preti sposati non è una novità; a Livorno ce ne è uno con sette figlioli ed è appartenente al rito cattolico della chiesa Ucraina, come preti sposati se ne trovano in altre comunità di rito latino e molti sono i sacerdoti anglicani che si sono convertiti al cattolicesimo e che hanno una loro famiglia sulle spalle”.

Eppure ciò ha portato le proteste ad evocare addirittura Papa Giovanni IX come è stato letto su uno striscione esposto sulla balaustra di un ponte a Roma:

“Giovanni IX c’e l’ha insegnato:cancellare un sinodo non è un reato”.

In pratica l’invito energico a rendere nullo il Sinodo dei Vescovi della Amazzonia e quindi cancellare l’esito dei 111 punti che sono stati messi all’ordine del giorno, tra questi proprio il punto 111, quello realtivo a quanto si è detto sin’ora.

Il Vescovo di Livorno ha dato il suo chiarimento in merito alla polemica sollevata in modo sbrigativo sui preti sposati e noi ci limitiamo solo ad aprire i libri di storia per capire perché sia stato riportato alla memoria proprio Giovanni IX.

Si deve a lui infatti, nel lotanissimo 898, il periodo forse più cupo della storia generale della chiesa, l’atto di riabilitazione di Papa Formoso, pontefice deceduto due anni prima e il cui successore, Papa Stefano IX aveva riescumato dalla tomba per processarlo col fine di cancellare tutti i provvedimenti che Formoso aveva deciso da vivo.

Ovviamente ci troviamo di fronte ad una vera e propria lotta tra fazioni avversarie. Il processo a Papa Formoso divenne il Sinodo del Cadavere, che si concluse con la condanna del Pontefice morto perché non aveva “dato risposte alle domande a lui fatte”.

Papa Giovanni in pratica rese di nuovo legittimi gli atti di Formoso abolendo il Sinodo del Cadavere ed aggiungendo una norma ferrea che vietava in avvenire venisse istituito un processo nei confronti di un defunto.

Non indugiamo oltre e lasciamo ogni riflessione al lettore.

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