Nassiriya 16 anni dopo, omaggio ai caduti.

LIVORNO – 50 morti dei quali 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili, questo il bilancio nero che evoca il nome di Nassiriya, la Ground Zero italiana.

La cerimonia di commemorazione per il sedicesimo anniversario dell’attentato di Nassiriya, si svolge in tutta Italia, nei luoghi di origine dei caduti.

A Livorno, la cerimonia, dedicata a tutti, si rivolge in particolare al Maresciallo Luogotenente Enzo Fregosi, il quale viveva con la famiglia a Livorno.

Nassiriya 16° anniversario, funzione religiosa

In suo omaggio l’Amministrazione Comunale a suo tempo gli ha dedicato una Via.

Della cerimonia diamo resoconto nei nostri tg che possono essere seguiti anche sui cellulari in contemporanea con la diretta di Live TV.

L’Iraq è un paese sottoposto ad una guerra continua ed infinita da tempo.

L’Operazione Antica Babilonia del 2003, era stata pensata come azione di pacificazione di un territorio appena uscito dal conflitto che aveva rovesciato la dittatura di Saddam Hussein.

La Base Maestrale a Nassiriya era il quadrante assegnato alle truppe italiane.

Dal 2003 ad oggi sono passati 16 anni e in questo torno di tempo i nomi degli “avversari” sono cambiati: d Hussein ai Sunniti Radicali di Al Zarkawi, fautori della strage di Nassiriya e quindi Al Qaeda e proseguendo l’Isis.

Pulpito chiesa della apparizioneesterno sacrario misericordia

La recente ferigione di 5 militari italiani in Kurdistan dimostra che laggiù la pace non c’è ancora.

L’autoproclamato Sultanato del Daesh è stato sotanzialmente vinto ma ci sono ancora cellule operative ed una di quelle ha rivendicato l’ultimo gesto nei confronti degli italiani.

Le loro condizioni sono ora stabili e non corrono pericolo di vita ma tre dei cinque ricoverati all’ospedale attrezzato di Baghdad sono in condizioni gravi e per due con conseguenze di inabilità.

Alla cerimonia svoltasi a Livorno il Comandante Provinciale dell’arma dei carabinieri Massimiliano Sole ha ricevuto la visita del Comandante Generale della II Brigata Mobile dell’Arma, Stefano Iasson.

Colonnello Sole e Generale Iasson

Lui stesso ha ribadito che molti sono i luoghi caldi del pianeta e in ognuno di quelli ci sono militari italiani professionisti che lavorano e si adoperano perché torni la pace in quei territori.

Le vittime di Nassiriya avranno oltre all’affetto di tutti la pace meritata quando questa parola sarà vincente anche laggiù in Iraq dove loro persero la vita per poterla costruire.

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