Regione, il Pd ha scelto Giani

FIRENZE – Nessuna sorpresa nella serata di giovedì 28 novembre, alla riunione della Direzione regionale del PD: Eugenio Giani è il nome che il Pd ‘offre’ alla coalizione per il voto di maggio. I dem in questo modo ‘battono’ sul tempo Salvini, atteso sabato per l’inizio della campagna elettorale.

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Eugenio Giani presidente del Consiglio Regionale

In piena notte la nota dei dem

Giani, che nel pomeriggio aveva partecipato anche all’iniziativa livornese con la ministra De Micheli, adesso è ‘investito’ della candidatura. Non avrà rivali interni, al limite qualche altro nome potrà uscire dal confronto allargato al centrosinistra. Si era fatto quella di Maria Chiara Carrozza, sostenuto da una parte dell’ala sinistra dell’alleanza, si era detto di Gelli, Saccardi, Ceccarelli, Bugli, Barnini. Nessuno di loro si è fatto avanti con decisione e la scelta alla fine è stata un’altra. La più scontata e la più prevedibile a questo punto.

Le lunghe consultazioni

In queste settimane sono state ascoltate 163 persone tra dirigenti politici ed istituzionali del PD, rappresentanti del mondo economico e della cooperazione, del sindacato, delle associazioni.

Attorno al Pd si sono raccolte una dozzina di sigle. E insieme hanno messo qualche punto nel programma possibile per il 2020: soprattutto i temi del lavoro, della sostenibilità ambientale e della sanità.

Dalle consultazioni – si legge nel comunicato diffuso nella notte tra giovedì e venerdì - è emersa a grande maggioranza la preferenza per una candidatura di segno politico, da definire unitariamente nell’ambito della coalizione senza ricorso alle primarie”.

La scelta finale

Molti hanno taciuto, non hanno fatto nomi, si sono limitati alla descrizione di un profilo ideale. Ma in generale – si legge ancora – “è emersa una consistente indicazione di preferenza nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani”.

Così “la Direzione regionale del partito, ascoltata la relazione della segretaria Bonafè e il relativo dibattito, dà mandato di mettere a disposizione della coalizione di centrosinistra la figura di Eugenio Giani, quale proposta del PD per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Toscana”.

La strada è ancora lunga

Sei mesi sono ancora tanti, prima del voto. Però è difficile ipotizzare una marcia indietro dei Democratici. Anche perché il tempo per proposte alternative c’era, eccome. La scelta di Stefania Saccardi di tornare tra le braccia di Renzi (non a caso il primo sponsor di Giani) e le esitazioni di altri big del partito hanno isolato anche l’unica vera voce contraria, quella di Enrico Rossi.

Il confronto nella coalizione in teoria potrebbe ancora ribaltare tutto, ma anche questo è difficile. Al limite qualcuno si sfilerò dall’alleanza, è più probabile.

Quali avversari?

Contro chi si batterà il presidente del Consiglio regionale per conquistare il gradino più alto della politica regionale? I 5 Stelle probabilmente correranno da soli, ma forse non alzeranno le ‘barricate’ come nel 2015. Appare possibile la ricandidatura di Giacomo Giannarelli.

La Lega invece deve ancora decidere. Probabilmente Salvini sabato non farà alcun nome, neppure quello di Antonio Vivarelli Colonna, l’attuale sindaco di Grosseto. Vorrà studiare bene la partita, sarà incalzato anche da Fratelli d’Italia che punta a mettere uno dei suoi.

Dicembre sarà il mese di tutte le decisioni. Ma certo stasera, 28 novembre, Giani può già scaldare i motori.

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