Rimossa l’edicola confiscata alla mafia, è polemica

L’edicola confiscata alla mafia, quella in Borgo Stretto, nel centro di Pisa, non c’è più. L’aveva inaugurata don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, cinque anni fa, nel giugno del 2014. Ora il Comune di Pisa, per una questione di decoro urbano, l’ha rimossa. E’ accaduto in queste ore, ne ha dato notizia il profilo facebook dell’associazione Libera di Pisa. Nel tg runner di Telegranducato del mattino del 3 gennaio tutte le immagini della riapertura dell'edicola 82014).

edicola confiscata alla mafia a Pisa

Il valore simbolico di quell'edicola

Apriamo l'anno con una notizia pessima, assolutamente inaspettata e fuori da ogni accordo preso finora. L'edicola confiscata è stata rimossa dal Comune di Pisa ieri", c’era scritto. In realtà era previsto che quell’edicola venisse spostata di pochi metri, in piazza Garibaldi, quella di fronte al Comune. Ma l’azione delle ruspe è stata immediata ed evidentemente inattesa. E al posto del chiosco, sotto i portici, c’è un nuovo spazio vuoto.

edicola di Pisa confiscata alla mafia, inaugurazione

la riapertura dell'edicola nel giugno 2014

Tanti bambini e ragazzi in questi anni avevano lasciato i loro messaggi contro le mafie e l’illegalità sulle pareti dell’edicola. Non c’è più traccia neppure di questi, e forse è la cosa che fa più male.

Nelle prossime ore, questo venerdì, ci sarà certamente una spiegazione da parte del sindaco e della giunta. Il sindaco Conti in verità si è sempre battuto perché quell’edicola fosse mantenuta. Cercheremo di capire insomma cos’è successo, anche nei nostri telegiornali in diretta.

L’ipotesi che circola è che si sia trattato di un’operazione stabilita e che di fatto precede lo spostamento, ma sono fioccate lo stesso violenti polemiche, soprattutto sui social.

edicola di Pisa con don Ciotti

Le reazioni e le polemiche

Libera Pisa si dice "indignata per un atto che non tardiamo a definire vile". Il consigliere regionale Tommaso Fattori di Si Toscana a Sinistra preannuncia un’interrogazione in Regione. “Si trattava di un bene confiscato alla mafia di cui la società civile chiedeva un riutilizzo a fini sociali”, dice.“Si è voluto cancellare un simbolo concreto della lotta alla criminalità organizzata, su cui i ragazzi delle scuole avevano lasciato numerosi messaggi di speranza. Questa improvvisa cancellazione è pessimo segnale per tutti, salvo che per la mafia”.

Per Andrea Pieroni (consigliere regionale Pd) "l'edicola era un simbolo di legalità, un bene confiscato dopo una operazione anti-mafia che interessò Pisa nel 2013. Dalla sera alla mattina non esiste più un riferimento a testimonianza che anche nella nostra Toscana non si deve abbassare la guardia contro l'infiltrazione mafiosa. Un luogo che l'associazione Libera aveva restituito alla città. Ricordo l'inaugurazione alla quale partecipai come presidente della Provincia insieme a Don Luigi Ciotti.
Perché è successo questo?!"

Anche la consigliera comunale del Pd Olivia Picchi è dura nel suo commento e se la prende con il deputato della Lega Ziello he aveva parlato dell’edicola come di “una carcassa di ferro degradata che ostruisce il passaggio”.

 

Scrive Picchi: "Le storture di questo mondo vanno affrontate, vanno spiegate ai giovani e va spiegato loro che dire no è giusto e che essere "retti" paga sempre. Che generazioni vogliono crescere? Cosa vogliono insegnare Conti e Ziello ai loro figli?"

A Ziello risponde anche l'assessore regionale Vittorio Gugli, che nella mattina del 3 gennaio chiede spiegazioni riguardo a questa decisione "repentina ed unilaterale", presa quando ancora era in corso un confronto: "Una decisione che rischia di vanificare anche l'opera di sensibilizzazione sfociata in un progetto avviato con gli studenti delle scuole pisane".

La Lega, invece, si schiera a difesa del suo sindaco "la rimozione dell'edicola in Borgo Stretto non è stato un atto vile né tantomeno tanto meno intimidatorio" - interviene Maria Punzo, consigliera comunale pisana e presidente della 3° Commissione Cultura, aggiungendo - "La lotta alle mafie inizia con la lotta al degrado del territorio e con la lotta alle illegalità diffuse. Sarà mia premura concretizzare la mia proposta che prevede una targa in loco in ricordo dell'edicola rimossa".

 

 

 

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