Modì se ne è andato, mondo artistico in lutto

PARIGI – Modì se ne è andato, è’ un suo amico a dettare sul quotidiano Le Figaro l’avvenuta scomparsa di Amedeo Modigliani all’età di 35 anni e l’invito alla partecipazione delle esequie funebri per il 27.

Scompare così un artista che avrebbe conosciuto tutta la sua grandezza solo nel proseguio degli anni anche se molti suoi coetanei lo apprezzavano e ed erano convinti estimatori della sua originalità.

Modì se ne va in una età che poi ne abbraccia il mito dell’artista “maledetto” ma che va a collegarsi ad un sistema, stile, modo di vivere del cosmo di Montparnasse di quel periodo.

Muore il 24 gennaio 1920, da poco è terminata la Grande Guerra e i sopravvissuti a quella carneficina sono testimoni diretti o indiretti di un inferno vissuto in prima persona.

La violenza della guerra e la fortuna per essere vivi è un altro ingrediente psicologico che andrebbe tenuto in considerazione.

Modì C

Da aggiungere poi il fatto che determinati ambienti avevano un facile repertorio di trasgressioni, dall’Oppio, all’Hascisc, l’Assenzio e il bere e fumare anche oltre la misura.

L’artista che cerca ispirazione ma che deve anche vivere delle spese quotidiane e Amedeo negli ultimi due anni della sua vita ha un impegno di coscienza che è dato dal suo recente ruolo di padre.

La sua amata compagna, Jeanne Hebuterne, ha partorito la piccola Jeanne nel novembre 1918 e in quei giorni di gennaio del 1920 è entrata nel nono mese della seconda gestazione.

A tutto questo va aggiunta la sua malattia cronica, quella tubercolosi che gli ha sempre reso difficile respirare a pienbi polmoni e soffrire di violenti colpi che spesso lo debilitavano per giorni.

In quegli anni quella malattia andava incontro a metodi di rallentamento e di tipo lenitivo ma il male in se non aveva ancora trovato cura e con questa malattia la vecchiaia era una chimera.

Un ruolo di padre con una vita che ha già un limite come tempo da vivere.

Probabilmente negli anni più ruggenti Modì aveva trasgredito perché in qualche modo tutti, nell’empireo artistico, facevano così, ma stando alle fonti dei suoi coetanei, quella paternità avevano rallentato quelle eccessività.

Forse il bere no, ma anche il bere, tra i due amanti condiviso, favorisce quel male che si presenta in modo sordido in quei pungenti giorni di pieno inverno, attaccando un fisico comunque compromesso.

Dipinto di Modigliani

Una meningite tubercolorae che si manifesta con una progressiva inappetenza, apatia, febbre in crescendo.

Succede così che la mattina del 22 gennaio 1920 l’inquilino del piano di sotto all’appartamento nel quale vive la coppi Modì entra in casa e trova la donna seduta sul letto a sostenere Amedeo, pallido, febbricitante e in pieno delirio.

La bambina che piange e non smette e che ha attirato l’attenzione del vicino di casa.

Tutt’intorno tele, colori, disordine, scatolette di sardine aperte e bottiglie di vino vuote.

Chiama un dottore, cè poco da fare, con un mezzo di soccorso viene portato all’Hopital de la Charitè ma è già in coma e la meningite tubercolare che gli viene diagnosticata è già ampiamente diffusa.

Modì immagine di richiamo

Modì se ne va all’alba del 24 gennaio e il mondo artistico parigino ne viene informato, accorrendo al suo capezzale.

Si organizza un funerale per il 27 che sarebbe stato solenne per l’ampia partecipazione di tutto il mondo artistico e al contempo tragico perché in quei giorni di dolore la compagna di Modigliani si getta da una finestra morendo col bimbo in grembo.

Modì se ne va e la notizia arriva in Italia solo come trafiletto per fare le condoglianze al Senatore Modigliani, suo fratello.

Livorno, lo omaggia con tante iniziative e noi ne parliamo con diversi servizi nei nostri tg, visibili in contemporanea anche con la diretta di Live Tv.

Condividi questo articolo

Pubblicità