Il segretario del Pd Sonetti va con Renzi

Il segretario provinciale del Partito Democratico di Pisa Massimiliano Sonetti lascia l’incarico e passa a Italia Viva, il partito di Renzi. La notizia, trapelata nella tarda serata di venerdì, è stata confermata sabato 8 febbraio a Telegranducato dal diretto interessato. Per i democratici è fulmine a ciel sereno, senza dubbio. Non ve ne erano le avvisaglie, anche se – fanno notare altri big locali – qualcosa si era incrinato.

La segreteria non si riuniva da mesi, l’ultimo evento che ha visto Sonetti protagonista del partito è stata la celebrazione della vittoria in molti comuni alle amministrative del 2019. Non a caso l’iniziativa, a cui intervenne Sonetti, fu organizzato a Volterra, comune simbolo riconquistato ad una lista civica.

Massimiliano Sonetti lascia il Pd e va con Renzi

Non ci sono ancora tutti gli elementi che spiegano la scelta. Sonetti ha parlato di "eccessiva litigiosità" nel partito. E di certo non ha digerito la convergenza su Betti, a Cascina, considerato forse un candidato troppo a sinistra. Ma questo da solo non basta a giustificare una scelta che crea scompiglio e incertezza in una delle federazioni più importanti del Pd in Toscana.

Una sua breve dichiarazione è all'interno del nostro telegiornale della sera dell'8 febbraio.

Gli altri dirigenti Pd ora vorranno capire da Sonetti le ragioni. Il paradosso è che tutto questo avviene a pochi mesi ormai dal voto regionale. Italia Viva è alleata del Pd ma avrà una propria lista. E Sonetti potrebbe essere anche candidato, dicono in molti.

La lettera di Sonetti alla segretaria Bonafè

“Constato con amarezza che ogni sforzo da me profuso, nella mia veste di segretario, per contenere la litigiosità interna al partito appare vano". Lo  scrive Sonetti nella lettera inviata alla segretaria Bonafè e arrivata (curiosamente) dalla segreteria provinciale del Pd.

Parla di una “moltitudine contraddittoria di voci sulle scelte fondamentali”, rivendica la vittoria in tutti i 26 comuni della provincia di Pisa nei quali si è votato nella primavera del 2019. Evidenzia infine il rischio di un “ambiguo populismo” del Pd.

”Esattamente il contrario di quello che un partito, che abbia a cuore la democrazia e il progresso civile, dovrebbe fare”, commenta.

Mazzeo e Pieroni all'attacco

Sono duri i i primi commenti dei consiglieri regionali del Pd. Andrea Pieroni scrive che "il segretario ha tenuto inchiodato il partito per interessi personali". Per Antonio Mazzeo "quello che sta accadendo è quanto di più distante dal modo giusto di fare e vivere la politica". E allude charamente al fatto che la scelte di Sonetti è il preludio ad una sua candidatura al Consiglio regionale.

Condividi questo articolo

Pubblicità