Patto di Famiglia e la Toscana si salva

FIRENZE - Grazie al “Patto di Famiglia” la Toscana ha ancor oggi la possibilità di mostrare il proprio patrimonio artistico che attira ogni anno milioni di turisti.

E’ l’ultimo gesto di una dinastia che nell’estinguersi sprigiona il suo ultimo raggio di luce e lo dobbiamo a Maria Luisa de Medici.

Ieri, 18 febbraio, è stato celebrato con molte iniziative l’anniversario della sua morte e la fama e l’affetto di cui godette da parte della popolazione lo ricorda nelle sue memorie Sir Horace Mann quando fu celebrato il funerale il giorno successivo:

“un corteo funebre assai lungo e due ali di folla sulle vie in assoluto silenzio”

Cerchiamo di capire questo “Patto di Famiglia” in cosa consisteva;

Il Granduca Gian Gastone de Medici muore il 9 luglio 1737 e secondo precedenti accordi il titolo passa al Duca di Lorena per estinzione della linea dinastica maschile.

A Maria Luisa, l’ultima di casa Medici, spettano i possedimenti personali di famiglia, le opere d’arte che nel tempo erano state commissionate dalla dinastia e denaro liquido consistente in oltre 2 milioni di fiorini d’oro.

Patto di Famiglia ML de Medici

Il delegato del nuovo Granduca, Principe di Craon, arriva a Palazzo Pitti con un seguito di armati e di carri vuoti con l’intenzione di far man bassa di quanto avrebbero trovato nella sede e guadagnare per se e la sua ufficialità quanto si sarebbe potuto ricavare.

Trova però una donna vestita a lutto che, nonostante 69 anni di età, rimane ferma ed impassibile innanzi all’ingresso. La burbanza dell’ufficiale scema però perché tutto intorno si è raccolta una nutrita folla di cittadini che osservano in silenzio ma pronti ad intervenire.

La situazione viene risolta in modo pacifico ma porta ad una trattativa diretta con il lontano nuovo Granduca e che porta a siglare il 31 ottobre di quell’anno il “Patto di Famiglia”.

Esso stabiliva che le fosse concesso l’incarico di fare un debito ed accurato censimento di tutte le opere presenti sul territorio del Granducato di Toscana e che a seguito di quella lista sia i Lorena che i governi successivi non avrebbero dovuto trasportare alcunché fuori dal territorio granducale come neanche alienarlo a terzi se non dopo il consenso da parte del popolo toscano.

Il Patto di Famiglia si conclude così:

“Affinché queste gioje rimangano per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità delli forestieri..”

Il Patto di Famiglia venne rispettato sia durante il periodo nel quale ella fu ancora in vita, morì il 18 febbraio 1743, che per tutto il corso di governo dei Lorena e, successivamente dei Savoia, proseguendo con i successivi governi della Repubblica Italiana.

Ancor oggi i milioni di visitatori che arrivano in Toscana, hanno modo di ammirare tantissime opere d’arte ma soprattutto di vederle tutte insieme nei loro luoghi di origine.

Per noi toscani sembra del tutto normale e non ci facciamo caso ma se non fosse stato per quel Patto di Famiglia…

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