Il 75° anniversario della morte di Cesare Salvestroni

Si celebra il 2 marzo l’anniversario della morte di Cesare Salvestroni, partigiano combattente che i tedeschi deportarono prima a Mauthausen e poi a Ebensee dove fu torturato e morì.

E’ stata una grande figura della Resistenza. A Pisa fondò il Partito d’Azione ed è stato responsabile della Giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale.

Lo ricorda in una nota l’Anpi, l’associazione dei partigiani. Ne mette in rilievo la grande personalità e ricorda alcune vicende della sua vita.

La vita di Cesare Salvestroni

Cesare Salvestroni era nato a Pisa il primo maggio 1897. Dopo il diploma si iscrisse alla Scuola Superiore di Medicina e Veterinaria dell'Università di Pisa. Partecipò già alla Prima Guerra Mondiale come sottotenente del Genio Guastatori. Fu decorato con Croce al Merito. Nel 1921 si laureò ev poi vinse il concorso per assistente alla cattedra di Zootecnia. Ma alla fine del 1927 fu costretto alle dimissioni per aver rifiutato la tessera del partito fascista. In quegli anni si distinse anche nella Nazionale italiana di Tiro a Segno.

Animatore dell'antifascismo clandestino e organizzatore della Resistenza armata a Pisa, venne catturato nel maggio 1944 da una pattuglia di nazisti. Lo torturarono, rifiutò di svelare i nomi dei suoi compagni. Così lo deportarono e il 2 marzo 1945 si spense nella cella di tortura del sottocampo di Ebensee.
Il primo gennaio 1946 la Giunta della Liberazione, presieduta dal Sindaco Italo Bargagna,
gli conferì l'Attestato di Cittadino Benemerito con medaglia d'oro.

A 75 anni dalla morte di Cesare Salvestroni

Il commento dell'Anpi

“A 75 anni dalla morte, l'ANPI indica a tutti, in particolare ai giovani, la figura di Cesare Salvestroni quale esempio luminoso di passione civile e coerenza morale”, conclude la nota. Altre notizie nel nostro telegiornale.

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