Ora Legale, orologio un’ora avanti stanotte

FIRENZE- Nella notte tra sabato e domenica torna in vigore l’ora legale. 60 minuti di sonno in meno che provocheranno cambi d’umore, nervosismi e insonnia, tanto per farci compagnia a questa oscura epoca del Coronavirus.

Si dormirà di meno, ma solo questa notte, quando alle  2.00 di domenica 29 marzo ci toccherà spostare le lancette degli orologi in avanti di 60 minuti, anche se oramai il rito lo si consuma sugli orologi a parete o su quelli vecchio stile al polso, visto che ci sono gli aggiornamenti automatici imposti dall’era tecnologica.

Ma poi, passata la prima nausea ci abitueremo alle giornate di luce più lunghe, contorno gradevole almeno fino all’anno scorso per la bella stagione estiva che ci predispone a goderci sole, mare, passeggiate ora relegate alla attesa che la Pandemia finisca.

L’ora legale, messa in atto dalla maggior parte dei paesi industrializzati in nome del risparmio energetico, rimarrà in vigore per sette mesi, fino a domenica 25 ottobre.

Potrebbe essere l’ultima volta, il dibattito a livello di Parlamento Europeo è acceso ma la decisione finale è stata al momento riposta in un cassetto perché ci sono ben altre priorità. L’Italia sarebbe tra i fautori del mantenimento della Norma perché, stando ad un conteggio fatto dalla Società TERNA, responsabile della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ogni anno stima il risparmio consentito dalla adozione dell’ora legale.

Guardando agli ultimi dieci anni, avrebbe permesso un risparmio di oltre 6 miliardi di kilowattora con una incidenza di minore spesa pari a 900 milioni di euro. Al singolo anno la differenza in positivo sarebbe in media dello 0,19-0,20% rispetto al consumo totale.

Proprio questo leggero risparmio ha portato poi molti a chiedersi se ne valga la pena oppure no e da qui ecco sorgere, gioco di parole, ben quattro scuole di pensiero:

Continuare così, il risparmio vale la candela

Passare all’ora solare permanente, cioè secondo natura

Passare all’ora Legale permanente,

Trovare una via di mezzo cambiando i mesi di applicazione.

La discussione nasce da studi comparati fatti sulle lamentele delle persone che accusano disturbi dovuti alla alterazione sonno-veglia o peggio una ricerca di svariati cardiologi, Pierson e Berkrot tra questi che affermano che questa correzione oraria da solare a legale incrementa del 25% le probabilità di infarto che poi rientra con il ritorno all’ora solare. Altri studi certificano il forte aumento di incidenti ed infortuni sul lavoro nei primi due giorni da che è avvenuto il cambio.

Altri studi dicono che lo stesso risultato di risparmio energetico lo si avrebbe se si adottasse uno stile di vita simile a quello dei nostri antenati, andarcene a letto cioè al massimo alle 20 ed alzarci alle 5 con l’approssimarsi dell’alba.

Ma da quando è stata inventata la luce elettrica tutto è cambiato, l’uomo si ‘ impossessato anche della notte con ogni iniziativa possibile ed è difficile spegnere tutto ed imporgli di mettersi a nanna.

Ne parliamo anche nei nostri notiziari che potete seguire come sempre anche su Mobile in contemporanea con la diretta di Live Tv.

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