Coronavirus tra numeri primi e numeri reali

MILANO- 5-10 volte di più i numeri reali dei contagiati da coronavirus rispetto ai dati indicati nel bollettino di bilancio giornaliero.

Sui numeri veri insiste ancora, da Milano, il primario di malattie infettive dell’Ospedale Sacco, Massimo Galli.

La diagnostica con il tampone è stata fatta quasi esclusivamente sulle persone con infezione avanzata".

"i numeri dipendono dalle persone che si raggiungono e dai tamponi che si fanno, che pur non essendo pochi sono probabilmente assai meno di quanto sarebbe necessario o comunque opportuno, quindi in realtà si hanno dati che solo in parte rappresentano il vero numero delle persone che hanno avuto o che hanno tutt'ora l'infezione e stanno chiuse in casa".

Quindi il numero dei contagiati da coronavirus che non compaiono nei dati ufficiali è molto alto, ma i numeri in ampliamento dei tamponi che si rende possibile applicare anche a chi ha i sintomi più lievi perché il numero dei ricoveri è in lenta ma visibile diminuzione, consentirà di avvicinarsi al numero reale dei casi.

Attenzione però perché proprio riflettere sui dati in corso potrebbe indurre in errore perché i nuovi casi positivi che sembrerebbero indicare decrescita è il risultato della sottostima avuta sin’ora.

Forse, è un ipotesi, è stato infettato circa il 20% degli italiani, ribadiscono i ricercatori, che vuol dire una decina di milioni di positivi, non 1220-130 mila casi.

Qui sta la differenza e sulla base di una migliore conoscenza di base diviene vitale e possibilmente vincente decidere le prossime azioni.

L’Italia sta conducendo una guerra sulla quale possono essere stati commessi errori tattici ma non nella strategia di fondo che ha reso il paese quale punto di riferimento su quanto hanno deciso di fare gli altri paesi europei che dallo schernire gli italiani e dar poco peso al fenomeno, ora sono con le mani tra i capelli.

Senza guardare agli Stati Uniti dove è prevedibile arrivino numeri da capogiro in merito a ricoveri e decessi nelle prossime settimane, l’Europa vede la Spagna superare l’Italia come ricoveri e per lei la proroga del Lockdown è già stata posta a fine aprile.

La tesi del gregge di Johnson vede registrare un crescendo di decessi, tra i quali anche un bambino di 5 anni e in Germania la soglia dei 100 mila contagiati è oramai alle porte.

La guerra è ancora ampiamente aperta, usiamo pure questo termine, occorre fornire alla scienza della ricerca gli elementi più opportuni per portare a temrine la campagna contro il coronavirus.

Ne parliamo anche nei nostri notiziari che possono essere seguiti su mobile in contemporanea con la diretta di live tv.

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