Gorgona, solidarietà senza “grate” alla Caritas

LIVORNO- Dalla Gorgona arriva la solidarietà senza “grate”, nata in modo spontaneo e prova di un senso civico e umanitario che arriva da luoghi apparentemente inaspettati.

L’Isola della Gorgona ospita una Casa Circondariale che se avesse una classifica di tipo alberghiero presenterebbe diverse stelle.

I detenuti che vi stanno godon di libertà e opportunità che sono premessa al loro reintegro nella società civile libera.

In questo periodo di forte emergenza non solo sanitaria ma anche economica e sociale, i detenuti hanno ritenuto doveroso contribuire con il loro lavoro, destinandolo alla Caritas di Livorno.

Hanno proposto l’idea al direttore del case circondariali di Gorgona e Livorno, Carlo Mazerbo, che ha subito abbracciato la proposta avvisando la responsabile della CARITAS Diocesana Suor Raffaella Spiezio.

Ecco allora mobilitata la Polizia Penitenziaria che per mezzo di una propria motovedetta ha caricato quanto prodotto dai detenuti sull’isola per portarlo in città.

Una produzione a “miglio” zero visto che la Gorgona è un isola e la misura delle distanze si fa in miglia marine.

Commossa e grata Suor Spiezio per questo dono e lei stessa racconta che sono tanti e quotidiani i gesti di solidarietà spontanea che la città sta dimostrando nei confronti dei più bisognosi.

Come avvenne per l’alluvione del 2017, ancora una volta la cittadinanza labronica fa quadrato, supera ogni distinguo e stizza diventando una catena di mani solidali.

Contento della iniziativa anche il direttore Mazerbo il quale, alle nostre domande, ha giudicato giusto quanto scritto dai detenuti delle Sughere al Presidente della Repubblica Mattarella.

Una lettera a firma di tutti perché l’impiego di Watshapp o Skype non sia solo una risposta alla situazione di emergenza che sta vivendo il paese ma che possa essere una opprotunità continuativa.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contmeporanea con la diretta di Live TV.

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