Calcio, il Pisa ricorda il derby

PISA - Calcio, la squadra di D'Angelo ricorda la vittoria nel derby Quaranta giorni fa – giorno più, giorno meno – Francesco Lisi con un eurogoal regalava al Pisa la vittoria nel derby più sentito della stagione, quello contro il Livorno.

È stata questa l’ultima emozione – se si può parlare di emozioni in un’Arena Garibaldi desolatamente vuota – di un campionato che di certo passerà alla storia quale che sia l’evoluzione che gli eventi prenderanno nelle prossime settimane.

 

Il Tecnico del Pisa Sporting Club Luca D'Angelo

Nemmeno la gabbia dorata che è sempre stata il mondo del calcio si è salvata dal virus che da quasi due mesi sta paralizzando l’Italia intera ; e la luce in fondo al tunnel continua ad essere assai fioca per non dire praticamente indistinguibile.

In un paese immobilizzato da mille domande e da mille paure, con gli altri sport che hanno già alzato bandiera bianca, soltanto il calcio continua a sperare in una ripartenza miracolosa che consentirebbe in qualche modo di mettere un freno ad una perdita economica che per molte realtà potrebbe risultare addirittura letale.

Niente più risultati, niente più classifiche ; da più di un mese a questa parte sono altri i numeri che interessano agli italiani : quanti sono i decessi, quanti sono i contagiati, quanti sono i guariti.

In uno scenario degno di un dopoguerra è davvero difficile parlare di calcio, anche analizzando attentamente quelle che sono le motivazioni che portano i governanti dell’italico pallone a non riuscire a prendere una decisione definitiva.

La sensazione è che nessuno voglia premere il bottone, in modo poi da far ricadere la colpa di eventuali cataclismi su colui il quale avrà il coraggio di fare la scelta fatale ; non più tardi di ieri il presidente della Federazione Gravina – novello Don Abbondio in un mondo che ha a che fare con il Covid-19 e non con la peste – ha definito come benedetto un intervento del Governo volto a mettere la parola fine a questa disgraziata stagione agonistica.

In questo limbo di difficile interpretazione ci siamo dentro tutti : presidenti, allenatori, giocatori, dipendenti delle società e pure i tifosi, incerti se parteggiare per una ripresa delle ostilità oppure per uno stop definitivo, sospesi fra ragione e cuore, fra rispetto per le vittime e voglia di esultare per un goal della propria squadra del cuore.

Ed ovviamente anche il Pisa fa parte di questo complesso meccanismo : inutile dire che dalle parti di via Cesare Battisti si sperava in un campionato di serie B appena conquistato assai diverso rispetto alla piega che è stata intrapresa dallo scorso mese di marzo.

C’era una salvezza da consolidare sul campo – e chissà, magari ci sarebbe stata pure l’opportunità di togliersi qualche sfizio ; c’è la consapevolezza che ripartire giocando a porte chiuse sarebbe un danno enorme e per le casse della società e per i giocatori neroazzurri che sarebbero così privati del dodicesimo uomo in campo molto più di tutti gli altri competitor che difficilmente possono contare su un seguito così importante e caloroso.

Insomma, un bel pasticcio, difficilissimo da interpretare, praticamente impossibile da risolvere senza scontentare qualcuno.

L’unica certezza è la voglia di tornare quanto prima ad emozionarci per un goal di Marconi, per un miracolo di Gori, per un salvataggio sulla linea di Gucher, per l’ennesima accelerazione sulla fascia di Lisi, per il pressing a tutto campo di Masucci ; quando potremo farlo di nuovo, beh, significherà che il peggio è finalmente alle nostre spalle.

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